Valentina Bisti

LORENA FIORINI E LA PENSIONE

di Valentina Bisti

Andare in pensione per molti vuol dire voltare pagina, a volte con qualche rimpianto, ma sicuramente con una nuova vita da riorganizzare. Per Lorena Fiorini ha significato lasciare la sua famiglia adottiva, la Rai, e riempire il vuoto coltivando una grande passione: la scrittura.

Cosa vuol dire scrivere per te?

La scrittura semplicemente mi ha cambiato la vita. Prima timidamente, poi sempre con maggior forza. Il battesimo è avvenuto con un racconto dedicato a una collega, un’amica che ci ha lasciato, Enza Masella, pubblicato proprio su Raisenior, “La zuppa di pesce”.  Era iniziata l’avventura, avventura che è proseguita con la pubblicazione di due libricini, uno per la Camera di Commercio di Roma e l’altro per il ristorante Alfredo alla Scrofa, venti racconti, tutti e venti legati a una ricetta.

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Carla Durante

Lorena Fiorini aretina di nascita, vive a Roma, ha lavorato per una grande azienda di  comunicazione, la Rai, curandone vari aspetti, dall’amministrazione all’immagine; laureata in psicologia, collabora con diverse testate periodiche, è stata ed è docente di laboratori di comunicazione.  Ha pubblicato diversi saggi e libri di racconti, ricevendo numerosi premi, tra cui il Premio Critica Narrativa inedita al Circolo Capit Fernando Pessoa di Firenze nel 2000 con il racconto Percorso, nel 2006 il Premio Spazio Donna e il Premio Firenze per la narrativa con il libro Vita in campagna; nel 2010 il Premio Alberoandronico con il Romanzo Smarrimento d’amore; nel 2012 ancora il Premio Alberoandronico con il libro Betty, sono Bruno.
Prima di tutto vogliamo ringraziare Lorena Fiorini per aver accettato di partecipare a questa intervista. Leggendo il tuo curriculum sul sito www.lorenafiorini.it, non possiamo non complimentarci per la carriera sia in Rai che da scrittrice.

Una vita piena di soddisfazioni e successi, ma cosa ti ha portato all’arte di scrivere, come è nata questa passione, l’hai sempre avuta o è stata la molla scattata all’improvviso?

A scuola prediligevo senza dubbio l’italiano rispetto alle altre materie. Niente di più. La molla è scattata grazie a una cara collega, con la quale amo ancora oggi intrattenermi su temi cari alla lettura e alla scrittura, Anna Maria Artini. Mi propose, a fine anni ’90, un corso di scrittura, al Centro Moravia, tenuto dallo scrittore Stanislao Nievo. Non sapevo allora che si stava aprendo una porta che mi avrebbe condotto verso un nuovo capitolo, una strada da percorrere con allegria e tanta voglia di fare. La creatività sarebbe entrata a far parte del quotidiano, le storie  parte integrante del mio cammino.  Read More