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Chi sono

Mi chiamo Lorena Fiorini. Sono nata la notte di Santo Stefano. Mia madre avrebbe preferito chiamarmi Stefania, nome che non metteva d’accordo tutta la famiglia. Zia Bruna suggerì Lorena. E così fu. Mi piace l’insieme, nome e cognome. Suonano bene, fanno armonia. La mia vita, condita con tante ricette e un ricco sostegno di fantasia, è ricordata nel libro Vita in campagna. È dalla campagna che si sono snodate le mie vicende. L’infanzia è ritornata a farmi compagnia con le piccole gioie, ma anche con i piccoli drammi che hanno segnato la mia esistenza. Ricordo un’infanzia con pochi giochi e molti pensieri. Un’adolescenza con poche compagnie, tanta timidezza, alle prese con la città e i suoi rumori. A scuola mi impegnavo molto e prendevo ottimi voti. I miei temi spesso erano i migliori della classe. A diciannove anni l’amore e il lavoro. A ventitré il matrimonio, a venticinque la nascita della figlia, a ventisette la casa. La mia vita aveva preso un verso. Sembrava g conclusa. Ci sono voluti anni prima di riappropriarmene. Quando mia figlia è uscita di casa, la voglia di ritrovarmi è arrivata prepotente. Qualche bufera ne ha determinato la svolta.

La Rai è l’Azienda presso la quale mi sono impegnata in quarant’anni di lavoro. È l’unica Azienda che ha ricevuto una mia richiesta di assunzione. E sono stata premiata per la determinazione con la quale ho raggiunto l’obiettivo. A Viale Mazzini c’era un prato, in quel prato si sono gettate le basi, negli anni sessanta, di un palazzo costruito con ferro e vetro. Io l’ho visto nascere e crescere. Andavo a scuola a Via Caposile e quel palazzo così diverso da tutti gli altri attirava la mia attenzione e quella dei miei compagni. Ci dicevamo ridendo: “Quando qualcuno passa e fa uno starnuto, i vetri verranno giù!”. L’ho sempre guardato con la tensione di chi vuol raggiungere qualcosa con tutte le proprie forze. Sentivo che dovevo andare, sentivo che si sarebbe svolta gran parte della mia vita.

Volevo vivere in Prati. E così è stato. Dalla mattina alla sera. Sarò sempre grata a questa Azienda per quanto mi ha dato in termini di sicurezza lavorativa e di crescita. Ho conosciuto persone e personaggi che mi hanno arricchito dal punto di vista professionale, culturale e come persona. Ho ricevuto soddisfazioni e riconoscimenti. Anche qualche dolore, ma sono poca cosa oggi nel riepilogo di una vita lavorativa che ha aspettato a lungo di concludersi con un obiettivo ambizioso.

Ho iniziato a lavorare, nel 1970, nella Direzione Affari del Personale, Direzione Tecniche Direzionali, alle dipendenze dell’Ing. Mario Lombardi. Si trattava di una Direzione che svolgeva compiti legati a studi sul personale e alle “analisi mansioni” dei dipendenti. Ho ricevuto e portato con me un’impostazione di tutto rispetto verso il lavoro e verso gli altri. Quella è, da sempre, una scuola per meglio rapportarsi nell’ambito lavorativo. Di quegli anni ricordo i miei giovani colleghi e gli scherzi che ci siamo fatti pur in un clima serio e rispettoso. Quanto siamo stati seri e quanto abbiamo riso!

Poi, nel 1976, ho scoperto l’Azienda dei programmi, della fiction, dell’intrattenimento. Alla II Rete TV, quella di Massimo Fichera, ho fatto parte della mitica Struttura 4 diretta da Giovanni Leto i cui colleghi, ancora oggi, porto nel cuore e continuo a frequentare. Sono stati anni straordinari di lavoro legati a progetti vissuti, ognuno per la propria parte, insieme con grande partecipazione. Nel libro Cara Rai Giovanni Leto ricorda quegli anni lontani e parla di me come “una bravissima segretaria con la quale ho conservato anche dopo molti anni, e dopo che le nostre strade si erano divise, stima, simpatia e amicizia”. Nel 1980 Giovanni Leto assume un altro incarico e viene sostituito da Mario Raimondo con il quale ho condiviso anni di lavoro che hanno portato frutti e risultati. Mario Raimondo è stato, nel 1987, nominato Direttore della Sede Rai di Milano. Si è sempre pensato a una nomina che lo avrebbe portato, in anni successivi, alla Direzione della Seconda Rete TV, cosa peraltro g avvenuta con altri Direttori. Così non è stato. Ciò non ha impedito, anzi ha consolidato, un rap- porto tra persone lontane, ma affettivamente legate.

La partenza di Mario Raimondo coincide con l’affida- mento dell’incarico a responsabile del Coordinamento rapporti interni ed esterni nell’ambito della Seconda Rete TV. Erano gli anni di Luigi Locatelli alla Direzione della Rete e di Agostino Saccà, suo assistente. Ho amato molto quel lavoro e quel contesto che mi poneva in un ruolo centrale e di visibilità. Purtroppo è durato solo due anni e mezzo. L’arrivo di Giampaolo Sodano alla Dire- zione della Rete ha significato il trasferimento di Ago- stino Saccà e della sottoscritta alla Divisione Stampa e Attività Promozionali. Da quell’instancabile lavoratore che è Agostino Saccà, fucina di idee e innovazioni, grande stratega e comunicatore, ho appreso molto. Abbiamo lavorato per far uscire da una sorta di sperimentazione, in Azienda allora ci chiamavano Quelli degli spot, un settore che oggi ha un ruolo strategico di fondamentale importanza. Nel 1998 assume l’incarico di Direttore Giuliana Del Bufalo, donna di carattere e determinata, intelligente, attenta e dotata di una buona dose di ironia. Devo a lei la spinta ad intraprendere il percorso universitario, laurearmi e a vivere il lavoro con impegno, ma anche con maggior leggerezza, coniugando amministrazione e creatività in un lavoro non facile, un lavoro amministrativo in un gruppo di creativi. Sempre a fare i conti con il budget e con i risultati sul video. Proprio il video mi ha salvato: ho sempre saputo che il mio lavoro e quello dei colleghi avrebbe avuto il televisore e i telespettatori come visibilità ultima. Oggi la Direzione Comunicazione e Immagine Rai è una piccola ma consistente entità dell’ampia realtà Rai, dove si vive e si lavora non senza affanno alle prese con i mutamenti repentini dei palinsesti e con richieste dell’ultima ora.

Gianluca Veronesi è stato il mio ultimo Direttore in Rai, persona leale, signorile e aperta.

Ho raccontato, nella sintesi, anni di lavoro. Mi rendo conto di aver portato con me le cose positive che ci sono state. Non manca qualche sassolino nelle scarpe. Sono, alleggeriti dal trascorrere del tempo, sassolini che a volte mi fanno compagnia, sono visti con serena accettazione, piccole traversie che fanno parte della vita. Preferisco guardarle con distacco e, a volte, con leggera ironia. C’è qual- cosa che è stato difficile accettare: non aver raggiunto la vetta della mia vita aziendale. Anche lasciare l’Azienda non è stato facile. Ci ho pensato a lungo, poi, nel giro di pochi giorni, mi sono resa conto che la mia vita era altrove, che avrei potuto riprendermi il tempo degli affetti familiari e che avrei potuto fare il grande balzo, in pieno e definitivamente, dentro la scrittura.

I miei interessi sconfinano verso vere e proprie passioni, la scrittura, la più amata, seguita a ruota dalla psicologia, poi la lettura, il cinema, il teatro e, per ultimo, ma non ultimo, l’insegnamento. Sono docente di un Laboratorio di Comunicazione, che mi ha portato a parlare del mestiere di scrivere, di libri, articoli, di linguaggio. Cerco di indicare ai miei studenti quello che manca al linguaggio parlato e scritto, e, al contrario, cerco di eliminare quello che lo appesantisce. Sono nati così i racconti scritti durante i corsi, li abbiamo condivisi, ci siamo divertiti a vederli crescere e a seguire la pubblicazione fino alla presentazione del libro che abbiamo realizzato insieme.

La scrittura rimane in assoluto la mia compagna preferita. Ha il potere di farmi dimenticare tutto il resto, affanni o malumori. Riesce a rilassarmi come nessuna cosa al mondo. Tutto è allontanato.

La mia vita e la mia crescita professionale e personale sono partite da un incontro, quello con lo scrittore Stanislao Nievo, con il quale ho affrontato il tema dello scrivere in un corso di scrittura collettivo prima e in una serie di lezioni singole poi, durate due anni, intorno al romanzo Smarrimento d’amore, la storia di una donna che nella scrittura trova se stessa. È un romanzo che ha conosciuto apprezzamenti e simpatia e che finalmente è stato pubblicato da New Books. Ci sto ancora lavorando, riordinando e riascoltando le conversazioni con Stanis intorno alla parola “scrivere”. Per me Stanislao Nievo non è stato solo un maestro di scrittura, ma anche un maestro di vita. Mi ha insegnato a leggerla con levità e con una vena di ironia. Penso a lui, anche adesso che non c’è più, con grande affetto e riconoscenza per gli incoraggiamenti, gli stimoli ricevuti e per i “segreti del mestiere” che mi ha trasmesso.


Nel 2003 il sogno di ogni scrittore prende forma in una pubblicazione, il libro di racconti e ricette I racconti dell’olivo e dell’olio - L’appetito vien leggendo, una pubblicazione dell’ARM - Azienda Romana Mercati, Camera di Commercio di Roma, realizzata nell’ambito del Progetto di Valorizzazione della Filiera Olivo-Oleicola.

 

Mentre cercavo gli sponsor per la pubblicazione di Viva la pappa ho incontrato Toni De Amicis, Presidente dell’ARM e Carlo Haussmann,  Direttore generare, i quali hanno apprezzato i miei racconti, che coniugano momenti di vita vissuta con la cucina, tanto da commissionarmene altri dieci le cui ricette hanno l’olio come ingrediente.


A questo primo libricino fa seguito, pochi mesi dopo, nel 2004, un altro libro di racconti e ricette Viva la pappa per Alfredo’s Gallery, ristorante romano famoso nel mondo per le fettuccine. È l’esempio di un libro legato alla cucina, esposto in un ristorante che ha appena festeggiato i suoi cento anni e che ha ospitato personaggi illustri del mondo della politica, della cultura, del cinema. Nel corso di una visita al ristorante, il proprietario, Mario Mozzetti, mi dice: “Lorena, chiedimi una firma del novecento ed io te la mostro, Mussolini? Mussolini, Hemingway? Hemingway”. In effetti nel suo ristorante sono raccolte in volumi le firme di tutti i personaggi che di sono passati in cent’anni di storia.


Nel 2005 arriva, con Agra Editrice per la Regione Lazio, il libro Vita in campagna - ambiente e gastronomia, il libro che mi ha dato belle soddisfazioni. È arrivata una recensione al GR1, la partecipazione a Uno Mattina, una presenza nel programma Tg2 Dossier di Bruno Gambacorta - Domenico Nucera, tante presentazioni a Roma, a Fondi, a Viterbo, a Milano, nella mia terra, il Casentino. Mi ha aiutato a uscire dalla tana, superare la timidezza e ad esprimermi di fronte alla gente. Mi sono sentita, per la prima volta, come un topo nel formaggio.

Nel 2006, viene pubblicato il racconto La casa, inserito nella raccolta “Racconti mai scritti” a cura dell’Associazione Nazionale Le donne del vino.

Il 10 giugno 2006, in compagnia del collega e amico Piero Bernacchi, tengo una lezione al Master di Mediazione Culturale Linguistica all’Università La Sapienza di Roma e sempre alla Sapienza e sempre con Piero Bernacchi il 25-26-27 settembre 2006 ho partecipato, in qualità di relatore, al Convegno Internazionale Lingue e cittadinanza europea.

A luglio 2007 pubblico il libricino Ritorno da un matrimonio non annunciato, la “bombonbiera” da offrire per il matrimonio di mia figlia Valentina con Claudio.

Oggi collaboro alla rivista Leggere tutti, Raisenior, Quotidianoitalia.it e ad altre testate periodiche con racconti, interviste, recensioni di libri.

Il 2009 è stato l’anno che ha visto la pubblicazione di tre libri. A gennaio, con New Books per Gianni Gremese, arriva in libreria, dopo lunghi anni e varie rivisitazioni, il romanzo Smarrimento d’amore. A settembre, per Scrivi la tua storia, Il piacere di raccontare, una raccolta di racconti scritti dagli alunni durante il corso di scrittura creativa che ho pensato e diretto. A novembre WALE La forza di un sorriso”, dedicato alle testimonianze e alla storia di Alessandra Bisceglia alla cui memoria è de- dicata la Fondazione omonima.

A dicembre 2010 la mia terra torna a farmi compagnia e a regalarmi soddisfazioni con la pubblicazione, per Maria Pacini Fazzi Editore, del libro Terra di Toscana, una nuova edizione di Vita in campagna rivista, ampliata e con un maggior numero di ricette. Risulterà il libro più venduto nello scaffale toscano della Coop durante le feste 2010-2011.

A maggio 2011 arriva nelle mie mani il libro Betty, sono Bruno pubblicato da Maria Pacini Fazzi Editore. Un libro scritto da me e raccontato da Bruno Fiorini, un uomo che ha attraversato il Novecento, un soldato, un prigioniero, un esempio di quell’Italia che ha ricostruito il nostro Paese, un padre molto amato, mio padre. Papà è andato via dopo avermi accompagnato fino alle ultime correzioni del libro e, dopo essere ritornato alla sua terra, alla sua foresta, ora riposa nel piccolo cimitero di Romena. Ho trascorso con lui un anno bellissimo e doloroso al tempo stesso, mi ha regalato e ho nel cuore una ricchezza senza precedenti, il dono di una persona unica e insostituibile, straordinaria. Al libro si è aggiunto l’audiolibro realizzato per Verba Volant per Canale Tre di Clemencia Cibelli e Gianbattista Tagliani. Contiene una mia introduzione e letture del mio papà accompagnato dalla voce di Gabriele Linari. Alla Fiera del Libro di Torino 2011, dove mi reco per presentare Betty, sono Bruno, nell’ambito della manifestazione Fidapa da leggere, trovo ad accogliermi allo stand Newton-Compton Editori un libro inserito nei Grandi Manuali Newton e dalla linea grafica divertente e accattivante, Il Peperoncino, 500 ricette, 500 consigli su come usarlo, quando usarlo e per cosa usarlo.

Si prosegue con l’uscita de I racconti del venerdì, un libro che raccoglie i racconti degli studenti del corso di scrittura e con la stampa del libro Il grande libro del pane per Newton Compton Editori.


A novembre 2012 esce in libreria Mele e torte con le mele, terzo libro di cucina pubblicato nei Grandi manuali Newton Compton Editori, Ricette per il benessere e la salute, storia, mito e curiosità del frutto dell’Eden.
E’ nato, dall’idea del Sindaco di Pratovecchio e mia, un Premio Letterario, Donne tra ricordi e futuro, che troverà spazio nel 2013. Un premio in onore di mio padre, Bruno Fiorini, dedicato alle donne che hanno curato la memoria della famiglia, un seguito alla storia Betty, sono Bruno.

Al momento ho nel cassetto una commedia in attesa di prendere il volo e davanti a me l’impegno per il proseguimento della collana Scrivi la tua storia, collana che ha trovato accoglienza presso la Maria Pacini Fazzi Editore, nell’ambito dell’Associazione omonima della quale sono Presidente.

Le partecipazioni ai Premi portano qualche risultato.

Nel 2000 vinco il premio della critica narrativa inedita, con il racconto Percorso al Circolo Capit Fernando Pessoa di Firenze.

Nel 2006 vinco il premio narrativa edita alla X Edizione del Premio Spazio Donna per il libro Vita in campagna.

Il 7 luglio 2006 ricevo, per l’attività di scrittrice, il riconoscimento dell’Unione Europea per i Ceti Medi.

A dicembre 2007 sono finalista alla XXV Edizione del Premio Firenze sezione narrativa edita. L’8 aprile 2010 ricevo il Premio Albero andronico

- medaglia della XIX Circoscrizione al romanzo Smarrimento d’amore.

Nell’ambito della manifestazione teatrale Il giogo, che si è tenuta a Montagnano (Monte San Savino, Arezzo), e alla quale hanno partecipato formazioni teatrali dialettali da tutta Italia, mi è stato assegnato, il 9 luglio 2011, un riconoscimento particolare in qualità di scrittrice. Il riconoscimento, in passato tributato, fra gli altri, allo scrittore Clement Von Rezzori e al regista Pupi Avati, ha inteso mettere in evidenza l’ultima fatica letteraria, Betty, sono Bruno (Maria Pacini Fazzi Editore), un’ ap- passionata e tenera biografia di mio padre, Bruno, che ha raccontato le sue umanissime ed emblematiche vicende a cavallo delle due grandi guerre con riferimenti puntuali alla Toscana e in particolare al Casentino. Nella mia formazione sono stati determinanti alcuni incontri con persone che hanno lanciato piccoli segni e che hanno determinato piccole, grandi svolte. Come l’incontro straordinario con Giovannni Battista Giovannetti, l’osteopata che mi ha curato la schiena, ma anche suggerito la scrittura come terapia di sé. È stato lui a mettermi in contatto con la Dottoressa Margherita Carotenuto, tecnico competente, che si è presa cura, in tempi lontani, di me e della mia persona. Mi ha aiutato a dipanare la matassa, a capire chi sono, da dove provengo e dove voglio andare.

Su suo suggerimento ho partecipato a corsi di formazione, a conferenze, incontri di cinelogia, immagogia, melolistica. Sono cresciuta e mi sono rafforzata. Non più sola in mezzo alla gente, ma sola con la voglia di esserlo.

Il suo suggerimento a seguire il corso di Psicologia presso l’Università Statale di San Pietroburgo, ha cambiato il corso delle cose. Mi ha visto impegnata prima in psicoterapia e poi nel raggiungimento della laurea.

Ho studiato e sostenuto 51 esami nel corso di sei lunghi anni ricchi di impegno e viaggi. La tesi, discussa l’8 ottobre 2006, dal titolo La parola mediatrice di senso, ha ricevuto dal collegio dei docenti consensi e riconoscimenti. La Professoressa Victoria Dmitrieva, direttore della cattedra di Ontopsicologia della Facoltà di Psicologia dell’Università Statale di San Pietroburgo, ha definito alcune pagine “vera e propria letteratura”. E detto da un russo non è poco! La castagna è uscita dal riccio.

Ho viaggiato con i miei compagni di studio, ho vissuto in compagnia, ma anche in solitudine, momenti di grande afflato con una città che mi ha fatto sentire cittadina del mondo, una città dove l’arte e la cultura italiana sono parte integrante. Le passeggiate, all’andata, al mattino presto, verso l’Università, attraversando il ponte sulla Neva con il vento e la pioggia sulla faccia, la gente, l’Hermitage alla mia destra, sono momenti irripetibili che mi hanno dato l’espansione verso l’altro, mi hanno arricchito e fatto uscire dal mio piccolo mondo fatto di casa e lavoro.

Come non ricordare le visite, numerosissime, all’Hermitage, tra una lezione e l’altra, con un panino mangiato mentre attraversavo il ponte, per guadagnare tempo, per perdermi nei saloni, nelle sale, davanti alle opere di Canova, Caravaggio, Leonardo, Van Gogh, Picasso, Raffaello, Michelangelo, solo per citarne alcuni.

Un’esperienza straordinaria di studio e di vita. Poi gli incontri, le gite e le conferenze a Bernia in Finlandia, il consolidamento dei rapporti con gli insegnanti e con i miei compagni. Un nome per tutti, Natalia Grishina, una docente che con le sue lezioni di psicologia ha saputo incantarci tutti e che ama gli studenti italiani come noi tutti amiamo lei.


L’Università statale di San Pietroburgo, dopo aver studiato per dieci anni la nuova scienza che si affacciava nel panorama della psicologia, è diventata fucina per gli studenti sparsi un po’ ovunque nel mondo. Dall’Italia alla Russia, dalla Cina al Brasile, dai paesi slavi ai paesi baltici. Gli studenti portano idee, tesi, studi provenienti da culture diverse, lì trovano accoglienza ed espansione. Insomma, mi sono innamorata di un’idea che è diventata la passione culturale della mia vita, l’ho seguita e ne ho tratto benefici e risultati.

Grazie al Professor Antonio Meneghetti e all’Ontopsicologia per aver consentito questo. Antonio Meneghetti ha costruito un movimento scientifico, l’Ontopsicologia, che si motiva e si sviluppa essenzialmente dall’esperienza della crisi dei valori umanistici e soprattutto sull’intuizione che l’esistenza ha un fondamento.

L’Ontopsicologia consente di recuperare razionalmente la propria identità. È quello che io ho avvertito a un certo punto della mia vita: ho sentito prioritaria la voglia di conoscere e usare una scienza umanistica capace di rintracciare l’essenza dell’uomo, recuperarne il senso e guidarlo razionalmente all’autocomprensione e all’autorealizzazione.

Liudmilla Alexeevna Verbizkaja, Rettore dell’Università di San Pietroburgo, ci ha accolto numerosi, a giugno 2004 e, finito il periodo della sperimentazione, ha aperto definitivamente le porte di quella prestigiosa Università che ha dato i natali a ben sette premi Nobel, Pavlov e il riflesso condizionato in testa.

Qualcosa sulla mia vita privata: una semplice, bella famiglia d’origine, sposata con una figlia giornalista, Valentina Bisti, dopo anni di impegno familiare e lavorativo, qualche temporale alternato da bel tempo, insomma la vita di tutti, vivo il mio quotidiano in modo diverso. Come dice Proust, nella mia ricerca non cerco nuove terre, ma cerco di avere nuovi occhi. Sgombrato il campo da impegni familiari contingenti, vivo il tempo della realizzazione proiettata verso un mondo che sento appartenermi.

Porto con me la ricchezza di un lavoro amministrativo che sempre più mi ha condotto verso la creatività con l’impegno continuo, costante, di approfondimento per capire me stessa e gli altri e attraverso questo strumento raggiungere i miei obiettivi. In pentola, se vi accostate potete sentirne il borbottio, bollono alcuni progetti che sto portando avanti con determinazione e allegria. Avanti tutta, dunque, verso un mondo che mi ha visto troppe volte spettatrice e che mi vede oggi, sempre meno timidamente, come protagonista.

 

Curriculum di Lorena Fiorini in formato PDF


Mi chiamo Lorena Fiorini. Sono nata la notte di Santo Stefano. Mia madre avrebbe preferito chiamarmi Stefania, nome che non metteva d’accordo tutta la famiglia. Zia Bruna suggerì Lorena. E cosìfu. Mi piace l’insieme, nome e cognome. Suonano bene, fanno armonia. La mia vita, condita con tante ricette e un ricco sostegno di fantasia, è ricordata nel libro Vita in campagna. È dalla campagna che si sono snodate le mie vicende. L’infanzia è ritornata a farmi compagnia con le piccole gioie, ma anche con i piccoli drammi che hanno segnato la mia esistenza. Ricordo un’infanzia con pochi giochi e molti pensieri. Un’adolescenza con poche compagnie, tanta timidezza, alle prese con la città e i suoi rumori. A scuola mi impegnavo molto e prendevo ottimi voti. I miei temi spesso erano
i migliori della classe. A diciannove anni l’amore e il lavoro. A ventitré il matrimonio, a venticinque
la nascita della figlia, a ventisette la casa. La mia vita aveva preso un verso. Sembrava già conclusa.
Ci sono voluti anni prima di riappropriarmene. Quando mia figlia è uscita di casa, la voglia di ritrovarmi
è arrivata prepotente. Qualche bufera ne ha determinato la svolta.
La Rai è l’Azienda presso la quale mi sono impegnata in quarant’anni di lavoro. È l’unica Azienda
che ha ricevuto una mia richiesta di assunzione. E sono stata premiata per la determinazione con
la quale ho raggiunto l’obiettivo. A Viale Mazzini c’era un prato, in quel prato si sono gettate le
basi, negli anni sessanta, di un palazzo costruito con ferro e vetro. Io l’ho visto nascere e crescere.
Andavo a scuola a Via Caposile e quel palazzo così diverso da tutti gli altri attirava la mia attenzione
e quella dei miei compagni. Ci dicevamo ridendo: “Quando qualcuno passa e fa uno starnuto, i vetri
verranno giù!”. L’ho sempre guardato con la tensione di chi vuol raggiungere qualcosa con tutte le
proprie forze. Sentivo che lì dovevo andare, sentivo che lì si sarebbe svolta gran parte della mia vita.
Volevo vivere in Prati. E così è stato. Dalla mattina alla sera.
Sarò sempre grata a questa Azienda per quanto mi ha dato in
termini di sicurezza lavorativa e di crescita. Ho conosciuto persone
e personaggi che mi hanno arricchito dal punto di vista
professionale, culturale e come persona. Ho ricevuto soddisfazioni
e riconoscimenti. Anche qualche dolore, ma sono poca
cosa oggi nel riepilogo di una vita lavorativa che ha aspettato
a lungo di concludersi con un obiettivo ambizioso.
Ho iniziato a lavorare, nel 1970, nella Direzione Affari del Personale,
Direzione Tecniche Direzionali, alle dipendenze del-
l’Ing. Mario Lombardi. Si trattava di una Direzione che svolgeva compiti legati a studi sul personale
e alle “analisi mansioni” dei dipendenti. Ho ricevuto e portato con me un’impostazione di tutto rispetto
verso il lavoro e verso gli altri. Quella è, da sempre, una scuola per meglio rapportarsi nell’ambito
lavorativo. Di quegli anni ricordo i miei giovani colleghi e gli scherzi che ci siamo fatti pur
in un clima serio e rispettoso. Quanto siamo stati seri e quanto abbiamo riso!
Poi, nel 1976, ho scoperto l’Azienda dei programmi, della fiction, dell’intrattenimento. Alla II Rete
TV, quella di Massimo Fichera, ho fatto parte della mitica Struttura 4 diretta da Giovanni Leto i cui
colleghi, ancora oggi, porto nel cuore e continuo a frequentare. Sono stati anni straordinari di lavoro
legati a progetti vissuti, ognuno per la propria parte, insieme con grande partecipazione. Nel libro
CaraRai Giovanni Leto ricorda quegli anni lontani e parla di me come “una bravissima segretaria
con la quale ho conservato anche dopo molti anni, e dopo che le nostre strade si erano divise, stima,
simpatia e amicizia”. Nel 1980 Giovanni Leto assume un altro incarico e viene sostituito da Mario
Raimondo con il quale ho condiviso anni di lavoro che hanno portato frutti e risultati. Mario Raimondo
è stato, nel 1987, nominato Direttore della Sede Rai di Milano. Si è sempre pensato a una
nomina che lo avrebbe portato, in anni successivi, alla Direzione della Seconda Rete TV, cosa peraltro
già avvenuta con altri Direttori. Così non è stato. Ciò non ha impedito, anzi ha consolidato, un rapporto
tra persone lontane, ma affettivamente legate.
La partenza di Mario Raimondo coincide con l’affidamento
dell’incarico a responsabile del Coordinamento
rapporti interni ed esterni nell’ambito della Seconda
Rete TV. Erano gli anni di Luigi Locatelli alla Direzione
della Rete e di Agostino Saccà, suo assistente. Ho amato
molto quel lavoro e quel contesto che mi poneva in un
ruolo centrale e di visibilità. Purtroppo è durato solo due
anni e mezzo. L’arrivo di Giampaolo Sodano alla Direzione
della Rete ha significato il trasferimento di Agostino
Saccà e della sottoscritta alla Divisione Stampa e
Attività Promozionali. Da quell’instancabile lavoratore
che è Agostino Saccà, fucina di idee e innovazioni,
grande stratega e comunicatore, ho appreso molto. Abbiamo
lavorato per far uscire da una sorta di sperimentazione,
in Azienda allora ci chiamavano Quelli degli spot, un settore che oggi ha un ruolo strategico
di fondamentale importanza. Nel 1998 assume l’incarico di Direttore Giuliana Del Bufalo, donna di
carattere e determinata, intelligente, attenta e dotata di una buona dose di ironia. Devo a lei la
spinta ad intraprendere il percorso universitario, laurearmi e a vivere il lavoro con impegno, ma
anche con maggior leggerezza, coniugando amministrazione e creatività in un lavoro non facile, un
lavoro amministrativo in un gruppo di creativi. Sempre a fare i conti con il budget e con i risultati sul
video. Proprio il video mi ha salvato: ho sempre saputo che il mio lavoro e quello dei colleghi
avrebbe avuto il televisore e i telespettatori come visibilità ultima. Oggi la Direzione Comunicazione
e Immagine Rai è una piccola ma consistente entità dell’ampia realtà Rai, dove si vive e si lavora
non senza affanno alle prese con i mutamenti repentini dei palinsesti e con richieste dell’ultima ora.
Gianluca Veronesi è stato il mio ultimo Direttore in Rai, persona leale, signorile e aperta.
Ho raccontato, nella sintesi, anni di lavoro. Mi rendo conto di aver portato con me le cose positive
che ci sono state. Non manca qualche sassolino nelle scarpe. Sono, alleggeriti dal trascorrere del
tempo, sassolini che a volte mi fanno compagnia, sono visti con serena accettazione, piccole traversie
che fanno parte della vita. Preferisco guardarle con distacco e, a volte, con leggera ironia. C’è qualcosa
che è stato difficile accettare: non aver raggiunto la vetta della mia vita aziendale. Anche lasciare
l’Azienda non è stato facile. Ci ho pensato a lungo, poi, nel giro di pochi giorni, mi sono resa conto
che la mia vita era altrove, che avrei potuto riprendermi il tempo degli affetti familiari e che avrei
potuto fare il grande balzo, in pieno e definitivamente, dentro la scrittura.
I miei interessi sconfinano verso vere e proprie passioni, la scrittura, la più amata, seguita a ruota
dalla psicologia, poi la lettura, il cinema, il teatro e, per ultimo, ma non ultimo, l’insegnamento. Sono
docente di un Laboratorio di Comunicazione, che mi ha portato a parlare del mestiere di scrivere,
di libri, articoli, di linguaggio. Cerco di indicare ai miei studenti quello che manca al linguaggio
parlato e scritto, e, al contrario, cerco di eliminare quello che lo appesantisce. Sono nati così i racconti
scritti durante i corsi, li abbiamo condivisi, ci siamo divertiti a vederli crescere e a seguire la pubblicazione
fino alla presentazione del libro che abbiamo realizzato insieme.
La scrittura rimane in assoluto la mia compagna preferita. Ha il potere di farmi dimenticare tutto il
resto, affanni o malumori. Riesce a rilassarmi come nessuna cosa al mondo. Tutto è allontanato.
La mia vita e la mia crescita professionale e personale
sono partite da un incontro, quello con lo
scrittore Stanislao Nievo, con il quale ho affrontato
il tema dello scrivere in un corso di scrittura
collettivo prima e in una serie di lezioni singole
poi, durate due anni, intorno al romanzo Smarrimento
d’amore, la storia di una donna che nella
scrittura trova se stessa. È un romanzo che ha conosciuto
apprezzamenti e simpatia e che finalmente
è stato pubblicato da New Books. Ci sto
ancora lavorando, riordinando e riascoltando le
conversazioni con Stanis intorno alla parola “scrivere”.
Per me Stanislao Nievo non è stato solo un maestro di scrittura, ma anche un maestro di vita.
Mi ha insegnato a leggerla con levità e con una vena di ironia. Penso a lui, anche adesso che non
c’è più, con grande affetto e riconoscenza per gli incoraggiamenti, gli stimoli ricevuti e per i “segreti
del mestiere” che mi ha trasmesso.
Nel 2003 il sogno di ogni scrittore prende forma in una pubblicazione, il libro di racconti e ricette I
racconti dell’olivo e dell’olio - L’appetito vien leggendo, una pubblicazione dell’ARM - Azienda Romana
Mercati, Camera di Commercio di Roma, realizzata nell’ambito del Progetto di Valorizzazione
della Filiera Olivo-Oleicola. Mentre cercavo gli sponsor per la pubblicazione di Viva la pappa ho incontrato
Toni De Amicis, Presidente dell’ARM e Carlo Haussmann, Direttore generare, i quali hanno
apprezzato i miei racconti, che coniugano momenti di vita vissuta con la cucina, tanto da commissionarmene
altri dieci le cui ricette hanno l’olio come ingrediente.
A questo primo libricino fa seguito, pochi mesi dopo, nel 2004, un altro libro di racconti e ricette
Viva la pappa per Alfredo’s Gallery, ristorante romano famoso nel mondo per le fettuccine. È l’esempio
di un libro legato alla cucina, esposto in un ristorante che ha appena festeggiato i suoi cento
anni e che ha ospitato personaggi illustri del mondo della politica, della cultura, del cinema. Nel
corso di una visita al ristorante, il proprietario, Mario Mozzetti, mi dice: “Lorena, chiedimi una firma
del novecento ed io te la mostro, Mussolini? Mussolini, Hemingway? Hemingway”. In effetti nel suo
ristorante sono raccolte in volumi le firme di tutti i personaggi che di lì sono passati in cent’anni di
storia.
Nel 2005 arriva, con Agra Editrice per la Regione Lazio, il libro Vita in campagna - ambiente e gastronomia,
il libro che mi ha dato belle soddisfazioni. È arrivata una recensione al GR1, la partecipazione
a Uno Mattina, una presenza nel programma Tg2 Dossier di Bruno Gambacorta - Domenico
Nucera, tante presentazioni a Roma, a Fondi, a Viterbo, a Milano, nella mia terra, il Casentino. Mi ha
aiutato a uscire dalla tana, superare la timidezza e ad esprimermi di fronte alla gente. Mi sono sentita,
per la prima volta, come un topo nel formaggio.
Nel 2006, viene pubblicato il racconto La casa, inserito nella raccolta “Racconti mai scritti” a cura
dell’Associazione Nazionale Le donne del vino.
Il 10 giugno 2006, in compagnia del collega e amico Piero Bernacchi, tengo una lezione al Master
di Mediazione Culturale Linguistica all’Università La Sapienza di Roma e sempre alla Sapienza e
sempre con Piero Bernacchi il 25-26-27 settembre 2006 ho partecipato, in qualità di relatore, al
Convegno Internazionale Lingue e cittadinanza europea.
A luglio 2007 pubblico il libricino Ritorno da un matrimonio non annunciato, la “bombonbiera” da
offrire per il matrimonio di mia figlia Valentina con Claudio.
Oggi collaboro alla rivista Leggere tutti, Raisenior, Quotidianoitalia.it e ad altre testate periodiche
con racconti, interviste, recensioni di libri.
Il 2009 è stato l’anno che ha visto la pubblicazione di tre libri. A gennaio, con New Books per Gianni
Gremese, arriva in libreria, dopo lunghi anni e varie rivisitazioni, il romanzo Smarrimento d’amore.
A settembre, per Scrivi la tua storia, Il piacere di raccontare, una raccolta di racconti scritti dagli
alunni durante il corso di scrittura creativa che ho pensato e diretto. A novembre “WALE La forza di
un sorriso”, dedicato alle testimonianze e alla storia di Alessandra Bisceglia alla cui memoria è dedicata
la Fondazione omonima.
A dicembre 2010 la mia terra torna a farmi compagnia e a regalarmi soddisfazioni con la pubblicazione,
per Maria Pacini Fazzi Editore, del libro Terra di Toscana, una nuova edizione di Vita in campagna
rivista, ampliata e con un maggior numero di ricette. Risulterà il libro più venduto nello
scaffale toscano della Coop durante le feste 2010-2011.
A maggio 2011 arriva nelle mie mani il libro Betty, sono Bruno pubblicato da Maria Pacini Fazzi Editore.
Un libro scritto da me e raccontato da Bruno Fiorini, un uomo che ha attraversato il Novecento,
un soldato, un prigioniero, un esempio di quell’Italia che ha ricostruito il nostro Paese, un padre
molto amato, mio padre. Papà è andato via dopo avermi accompagnato fino alle ultime correzioni
del libro e, dopo essere ritornato alla sua terra, alla sua foresta, ora riposa nel piccolo cimitero di
Romena. Ho trascorso con lui un anno bellissimo e doloroso al tempo stesso, mi ha regalato e ho
nel cuore una ricchezza senza precedenti, il dono di una persona unica e insostituibile, straordinaria.
Al libro si è aggiunto l’audiolibro realizzato per Verba Volant per Canale Tre di Clemencia Cibelli e
Gianbattista Tagliani. Contiene una mia introduzione e letture del mio papà accompagnato dalla
voce di Gabriele Linari. Alla Fiera del Libro di Torino 2011, dove mi reco per presentare Betty, sono
Bruno, nell’ambito della manifestazione Fidapa da leggere, trovo ad accogliermi allo stand Newton-
Compton Editori un libro inserito nei Grandi Manuali Newton e dalla linea grafica divertente e accattivante,
Il Peperoncino, 500 ricette, 500 consigli su come usarlo, quando usarlo e per cosa usarlo.
Si prosegue con l’uscita de I racconti del venerdì, un libro che raccoglie i racconti degli studenti del
corso di scrittura e con la stampa del libro Il grande libro del pane per Newton Compton Editori.
Al momento ho nel cassetto una commedia in attesa di prendere il volo e davanti a me l’impegno
per il proseguimento della collana Scrivi la tua storia, collana che ha trovato accoglienza presso la
Maria Pacini Fazzi Editore, nell’ambito dell’Associazione omonima della quale sono Presidente.
Le partecipazioni ai Premi portano qualche risultato.
Nel 2000 vinco il premio della critica narrativa
inedita, con il racconto Percorso al Circolo
Capit Fernando Pessoa di Firenze.
Nel 2006 vinco il premio narrativa edita alla X
Edizione del Premio Spazio Donna per il libro
Vita in campagna.
Il 7 luglio 2006 ricevo, per l’attività di scrittrice,
il riconoscimento dell’Unione Europea per i
Ceti Medi.
A dicembre 2007 sono finalista alla XXV Edizione
del Premio Firenze – sezione narrativa edita. L’8 aprile 2010 ricevo il Premio Alberoandronico
- medaglia della XIX Circoscrizione al romanzo Smarrimento d’amore.
Nell’ambito della manifestazione teatrale Il giogo, che si è tenuta a Montagnano (Monte San Savino,
Arezzo), e alla quale hanno partecipato formazioni teatrali dialettali da tutta Italia, mi è stato assegnato,
il 9 luglio 2011, un riconoscimento particolare in qualità di scrittrice. Il riconoscimento, in
passato tributato, fra gli altri, allo scrittore Clement Von Rezzori e al regista Pupi Avati, ha inteso
mettere in evidenza l’ultima fatica letteraria, Betty, sono Bruno (Maria Pacini Fazzi Editore), un’ appassionata
e tenera biografia di mio padre, Bruno, che ha raccontato le sue umanissime ed emblematiche
vicende a cavallo delle due grandi guerre con riferimenti puntuali alla Toscana e in
particolare al Casentino.
Nella mia formazione sono stati determinanti alcuni incontri con persone che hanno lanciato piccoli
segni e che hanno determinato piccole, grandi svolte. Come l’incontro straordinario con Giovannni
Battista Giovannetti, l’osteopata che mi ha curato la schiena, ma anche suggerito la scrittura come
terapia di sé. È stato lui a mettermi in contatto con la Dottoressa Margherita Carotenuto, tecnico
competente, che si è presa cura, in tempi lontani, di me e della mia persona. Mi ha aiutato a dipanare
la matassa, a capire chi sono, da dove provengo e dove voglio andare.
Su suo suggerimento ho partecipato a corsi di formazione,
a conferenze, incontri di cinelogia, immagogia,
melolistica. Sono cresciuta e mi sono
rafforzata. Non più sola in mezzo alla gente, ma
sola con la voglia di esserlo.
Il suo suggerimento a seguire il corso di Psicologia
presso l’Università Statale di San Pietroburgo, ha
cambiato il corso delle cose. Mi ha visto impegnata
prima in psicoterapia e poi nel raggiungimento
della laurea.
Ho studiato e sostenuto 51 esami nel corso di sei
lunghi anni ricchi di impegno e viaggi. La tesi, discussa
l’8 ottobre 2006, dal titolo La parola mediatrice
di senso, ha ricevuto dal collegio dei
docenti consensi e riconoscimenti. La Professoressa
Victoria Dmitrieva, direttore della cattedra di
Ontopsicologia della Facolta di Psicologia dell’Università
Statale di San Pietroburgo, ha definito alcune
pagine “vera e propria letteratura”. E detto
da un russo non è poco! La castagna è uscita dal
riccio.
Ho viaggiato con i miei compagni di studio, ho vissuto in compagnia, ma anche in solitudine, momenti
di grande afflato con una città che mi ha fatto sentire cittadina del mondo, una città dove
l’arte e la cultura italiana sono parte integrante. Le passeggiate, all’andata, al mattino presto, verso
l’Università, attraversando il ponte sulla Neva con il vento e la pioggia sulla faccia, la gente, l’Hermitage
alla mia destra, sono momenti irripetibili che mi hanno dato l’espansione verso l’altro, mi hanno
arricchito e fatto uscire dal mio piccolo mondo fatto di casa e lavoro.
Come non ricordare le visite, numerosissime, all’Hermitage, tra una lezione e l’altra, con un panino
mangiato mentre attraversavo il ponte, per guadagnare tempo, per perdermi nei saloni, nelle sale,
davanti alle opere di Canova, Caravaggio, Leonardo, Van Gogh, Picasso, Raffaello, Michelangelo, solo
per citarne alcuni.
Un’esperienza straordinaria di studio e di vita. Poi gli incontri, le gite e le conferenze a Bernia in Finlandia,
il consolidamento dei rapporti con gli insegnanti e con i miei compagni. Un nome per tutti,
Natalia Grishina, una docente che con le sue lezioni di psicologia ha saputo incantarci tutti e che
ama gli studenti italiani come noi tutti amiamo lei.
L’Università statale di San Pietroburgo, dopo aver studiato per dieci anni la nuova scienza che si affacciava
nel panorama della psicologia, è diventata fucina per gli studenti sparsi un po’ ovunque
nel mondo. Dall’Italia alla Russia, dalla Cina al Brasile, dai paesi slavi ai paesi baltici. Gli studenti
portano idee, tesi, studi provenienti da culture diverse, lì trovano accoglienza ed espansione. Insomma,
mi sono innamorata di un’idea che è diventata la passione culturale della mia vita, l’ho seguita
e ne ho tratto benefici e risultati.
Grazie al Professor Antonio Meneghetti e all’Ontopsicologia per aver consentito questo. Antonio
Meneghetti ha costruito un movimento scientifico, l’Ontopsicologia, che si motiva e si sviluppa essenzialmente
dall’esperienza della crisi dei valori umanistici e soprattutto sull’intuizione che l’esistenza
ha un fondamento. L’Ontopsicologia consente di recuperare razionalmente la propria identità.
È quello che io ho avvertito a un certo punto della mia vita: ho sentito prioritaria la voglia di conoscere
e usare una scienza umanistica capace di rintracciare l’essenza dell’uomo, recuperarne il senso
e guidarlo razionalmente all’autocomprensione e all’autorealizzazione.
Liudmilla Alexeevna Verbizkaja, Rettore dell’Università di San Pietroburgo, ci ha accolto numerosi, a
giugno 2004 e, finito il periodo della sperimentazione, ha aperto definitivamente le porte di quella
prestigiosa Università che ha dato i natali a ben sette premi Nobel, Pavlov e il riflesso condizionato
in testa.
Qualcosa sulla mia vita privata: una semplice,
bella famiglia d’origine, sposata con una figlia
giornalista, Valentina Bisti, dopo anni di impegno
familiare e lavorativo, qualche temporale alternato
da bel tempo, insomma la vita di tutti, vivo
il mio quotidiano in modo diverso. Come dice
Proust, nella mia ricerca non cerco nuove terre,
ma cerco di avere nuovi occhi. Sgombrato il
campo da impegni familiari contingenti, vivo il
tempo della realizzazione proiettata verso un
mondo che sento appartenermi. Porto con me la
ricchezza di un lavoro amministrativo che sempre
più mi ha condotto verso la creatività con l’impegno
continuo, costante, di approfondimento per
capire me stessa e gli altri e attraverso questo
strumento raggiungere i miei obiettivi. In pentola,
se vi accostate potete sentirne il borbottio, bollono
alcuni progetti che sto portando avanti con
determinazione e allegria. Avanti tutta, dunque,
verso un mondo che mi ha visto troppe volte
spettatrice e che mi vede oggi, sempre meno timidamente,
come protagonista.
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Betty, sono Bruno
Maria Pacini Fazzi Editore, 2011
Un padre e una figlia uniti d’amore sgombro, che arricchisce,
che nutre, che fa andare avanti. Conforta e aiuta
a crescere. Si aprono scenari mai conosciuti, si svelano segreti
che aprono la mente e le viscere. Danno un quadro
della realtà che fa capire le scelte e i risvolti di una vita, di
vite che hanno in comune anche vicende mai narrate.
Più di 250 ricette tradizionali e sfiziose
per un classico della cucina italiana
Lorena Fiorini
Il GGRRAANNDDEE
LLIIBBRROO del
PPAANNEE
Il GRANDE
LIBRO del PANE
Il grande libro del pane
Newton Compton Editori, 2011
Acqua, farina e lievito: il pane. Un alimento che affonda le
radici in riti sacri e quotidiani, un patrimonio di gusti e saperi.
Il grande libro del pane è un viaggio alla scoperta
degli innumerevoli tipi di pane della tradizione italiana:
dalla focaccia genovese alle friselle, dalla ciriola romana
alla michetta milanese, dai grissini torinesi ai brezel del
Trentino Alto Adige. E non solo: pani con la frutta, con la
verdura e con i cereali; forme e ingredienti diversi, differenti
modalità di lavorazione e cottura. Un libro per raccontare
come preparare il pane, dai preliminari alla conservazione,
ai diversi modi per panificare e lievitare, da quelli più antichi
alle tecniche moderne e innovative. E poi un ricco indice
di ricette che hanno nel pane l’ingrediente principale: antipasti,
primi, secondi, contorni e dolci per ottenere menu ricercati
a partire da un alimento semplice e prelibato. Un
volume completo per ricondurre il pane agli onori che merita
recuperando la dignità del lavoro artigianale, la creatività
e la fantasia che, unite all’esperienza, donano un
prodotto indispensabile nella vita quotidiana.
Betty, sono Bruno
Audiolibro
Canaletre - Verba Volant Audiobook, 2011
L’audiolibro è il racconto di Bruno Fiorini alla figlia, si
sofferma sul Novecento, il Fascismo, la Seconda Guerra
Mondiale, la prigionia, il ritorno in Patria. Parla di un’Italia
della quale poco si parla, un’Italia che rappresenta la
parte sana del Paese, quella che ha combattuto, lavorato,
risparmiato, ha dedicato la vita alla famiglia, a far crescere
figli e nipoti con sani principi.
Ricette, sfizi, segreti, rimedi naturali,
storia, miti e scienza
Lorena Fiorini
IL PEPERONCINO
Il Peperoncino
Newton Compton Editori, 2011
Cucinare, curarsi, coccolarsi, innamorarsi col peperoncino.
La spezia rossa e piccante più diffusa al mondo esalta
i sapori e in cucina non conosce limiti: primi, secondi,
antipasti, e poi dolci, liquori, aperitivi, sottaceti… Insomma,
il peperoncino è sempre pronto a donare qualità e
virtù. È un rimedio naturale che ha una storia antica. È
ricco di vitamine e ha un forte potere antiossidante. Viene
usato per le diete, attenua malesseri, ridona energia, cura
la bellezza, è un portafortuna che conduce al sorriso, un
elisir d’amore ed erotismo. Ecco oltre 500 preziosi consigli
su come, quando e per cosa usarlo. E ciascuno trovi il suo
peperoncino!
LORENA FIORINI
maria pacini fazzi editore
TERRA DI TOSCANA
Vita in Campagna
Terra di Toscana - Vita in campagna
Maria Pacini Fazzi Editore, 2010
Come una grande e vecchia cucina in questo
libro si raccontano storie, ricette, sapori di
Toscana, mescolando memoria e tradizione, e
facendo rivivere emozioni che si snodano attraverso
i ricordi dell’autrice e della sua ‘vita in campagna’.
Le ricette diventano così tappe di un inedito viaggio
nel cuore della Toscana, dove il passato continua a
parlarci del sapore dei tempi che furono.
I racconti del venerdì
Il piacere di raccontare 2
I racconti del corso di scrittura creativa diretto
da Lorena Fiorini, 2011
Lorena Fiorini, Il prima e il dopo
Artemisia Fiorentino, La sposa
Lucia Iacovacci, I tre numeri
Cesare Mantini, I pantaloni lunghi
Hilde Nobile, Tutto sotto controllo
Isabella Paolini, Uomini e motori
Maria Pia Tunno, Sensitive
W ALE
La forza di un sorriso
Fondazione Alessandra Bisceglia, 2009
È un esempio grande e semplice per tutti quello di Alessandra
Bisceglia, giornalista, autrice televisiva, giovane
donna dotata di grandi capacità professionali ed umane,
oltre che di talento e di un coraggio fuori dal comune.
Alessandra ci ha fatto vivere un’esperienza meravigliosa e
ci ha insegnato che ogni difficoltà è superabile, ha dimostrato
che con l’impegno, la determinazione, la tenacia e
le capacità è possibile farcela nonostante tutto.
Il libro vuol dare spazio alla storia di Alessandra e a tutte
le persone che hanno con lei interagito nella sua intensa
se pur breve vita.
Una raccolta di articoli, servizi, libri, progetti, per passare
a quello che Dicono di Ale i media, il mondo del
lavoro e gli amici. Per onorare la sua memoria è stata costituita
una fondazione, denominata “Fondazione Alessandra
Bisceglia WAle Onlus”, e finalizzata a promuovere lo
studio e la ricerca nel campo delle anomalie vascolari in
campo pediatrico.
Il fine è quello di approfondire la comprensione della
patologia ed elevare il livello delle possibilità terapeutiche
e sostenere le famiglie che vivono difficoltà simili.
    

 


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Il piacere di raccontare
I racconti del corso di scrittura creativa diretto
da Lorena Fiorini, 2009
Lorena Fiorini, Percorso
Maria Barbaro, Scoprire quello che non appare
Lucia Iacovacci, La neve e una canzone
Luigi Ottaviani, Gioventù
Emanuela Panatta, Il segreto tra voi e me
Mary Sole, Come un girasole
Luciana Tancioni, Andare avanti
Smarrimento d’amore
New Books, 2009
Giulia vive la sua vita fatta di famiglia e lavoro, fino al
giorno in cui il tradimento del marito la scuote, la mette in
discussione, la fa uscire dal nido caldo ma oscuro in cui
si trova. Si guarda indietro, si interroga su rapporti logori
e senza speranza. La vita le riappare con tutte le sofferenze,
le disavventure, i sentimenti affettuosi ma anche le
passioni che hanno finito per travolgerla, alle prese con
un marito enigmatico e sfuggente da un lato e un amore
dolcissimo, ma inafferrabile fantasma, dall’altro. Come un
vulcano, che per lungo tempo ha custodito lava incandescente
dentro le proprie viscere, finalmente Giulia esplode
lasciando che parole e sentimenti fluiscano liberamente.
Una storia scandita da una scrittura snella, incisiva,
pulsante come il battito di un cuore in allarme. Eppure,
come ricorda Stanislao Nievo (“maestro di scrittura” di
Lorena Fiorini), per quanto la ricerca di Giulia sia «fredda,
agghiacciante, dolorosa, c’è sempre uno spiraglio per
sorridere».
Ritorno da un matrimonio
non annunciato
2007
La bomboniera per il matrimonio di Claudio Colaiacomo
e Valentina Bisti.
Vita in campagna
Agra editrice per la Regione Lazio, 2005
Il tempo sembra fermarsi, l’infanzia ritorna ad affacciarsi
con i colori sfocati, con le piccole gioie, ma anche con i
piccoli drammi che segneranno un’esistenza. Il contatto
con gli animali e la natura, rimasto sempre accucciato
nell’anima, ha segnato un lungo capitolo nel quale il presente
è scandito da memorie vissute in un ambiente ricco
solo di quello che si coltivava e si allevava. A distanza di
anni riappare in tutta la sua abbondanza di storie, ricette,
cultura contadina a narrare il percorso all’interno di
un’anima attraverso i mutamenti della vita in campagna
negli ultimi decenni.
Alfredo’s Gallery alla Scrofa Roma, 2007
Tutto è iniziato con il ritrovamento del biglietto scivolato
dietro il cassetto della vecchia madia ricevuta in eredità
da nonna Elvira. Questo il testo “ Elvira, impaziente
ti aspetto sabato sera alle otto da Alfredo alla Scrofa”.
Firmato “Carlo”. Dedussi che i nonni dovevano essersi
incontrati lì per la prima volta.
Viva la Pappa
Alfredo’s Gallery alla Scrofa Roma, 2004
Racconti dell’olivo e dell’olio
Camera di Commercio di Roma,
ARM (Azienda Romana Mercati), 2003
L’olio e l’olivo si raccontano attraverso il mondo di chi
dedica la sua vita a produrre un alimento tra i più antichi
e nobili della nostra storia. Questa breve serie di racconti
che Lorena Fiorini ha dedicato all’olio ed alla sua cucina
ci introducono in un mondo che appassiona ed affascina,
perchè evoca la storia di ciascuno di noi di fronte alla
magia della sapienza manuale dei nostri vecchi.
Scrivi la tua storia è un’iniziativa di Lorena Fiorini dedicata a
chi voglia intraprendere un viaggio originale: scrivere la propria storia
insieme a qualcuno che aiuti a raccontare e a raccontarsi, che accompagni
verso una nuova presa di coscienza e a una maggiore
comprensione di sé.
Il racconto diventerà un libro curato da una scrittrice attenta e sensibile
al mondo dei sentimenti. Un libro tutto tuo da sfogliare, leggere
e regalare alle persone che ami in occasione di un evento
importante.
E ancora: un libro che accarezzi e racconti un traguardo, la laurea, i
primi quarant’anni, la storia da raccontare a figli e nipoti.
Il libro sarà impaginato con grafica personalizzata, verrà stampato
sulla carta che sceglieremo insieme e sarà rilegato come un vero romanzo.
Se lo preferisci potrà essere arricchito dalle tue grafie. Se
invece lo desideri più prezioso, un artista dipingerà per te. In ultimo
il nostro libro potrà essere coordinato a inviti e partecipazioni.
Un regalo unico da tenere per sempre in libreria e nel cuore.
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IL GRANDE LIBRO DEL PANE
Isa Grassano, Il Venerdì di Repubblica, 14 ottobre 2011
Negli ultimi anni sono aumentate le persone che fanno il pane in casa. Ora, per chi voglia misurarsi da neofita con
farina, acqua e lievito, Il grande libro del pane di Lorena Fiorini, scrittrice appassionata di cucina, svela trucchi e segreti,
oltre a fornire 250 ricette dalle tradizionali alle più sfiziose.
Leggere: tutti, Novembre 2011
Un prodotto indispensabile nell’alimentazione quotidiana, frutto del lavoro artigianale, della creatività e della fantasia.
Mettere le mani “in pasta” per fare il proprio pane con pochi ingredienti e i consigli di un’esperta.
Un volume completo per ricondurre il pane agli onori che merita recuperando la dignità del lavoro artigianale, la creatività
e la fantasia che, unite all’esperienza, donano un prodotto indispensabile nella vita quotidiana.
Terzo posto nella Classifica Tomshopper, e Ottavo posto nella Classifica dei 10 libri più scaricati su
www.10righedailibri.it al 30 novembre 2011
BETTY, SONO BRUNO
Croce Rossa Italiana, L’odissea picaresca di un prigioniero di guerra, http://cri.it
Lorena Fiorini porta alla luce l’intimo disagio che molti prigionieri di guerra hanno vissuto nel sentirsi soli, abbandonati,
nei loro affetti e nella mancanza di notizie dalle loro famiglie. Un grazie particolare alla Giornalista Lorena Fiorini per
l’impegno e per il risultato e per essere un’amica di Croce Rossa.
Paolo Dottarelli, Sindaco di Bolsena.
È un libro che trasmette valori, un libro da dedicare e da far leggere ai giovani, nelle scuole, un libro che trasmette emozioni
forti, ci ricorda quanto abbiamo perso durante il percorso, rammenta la Patria, la famiglia. Fa capire e ci fa dare
importanza a quanto abbiamo oggi.
Silvio Manglaviti, Ten. Col. Esperto geografo-storico dell’Esercito
Il Libro “Betty, sono Bruno” non si può leggere senza l’atlante. Bruno è un viaggiatore, ci racconta il viaggio avventuroso
della sua vita, un viaggio che ripercorre le antiche vie dei Templari e degli esploratori. Bruno parte sempre da solo, va
al buio, lui sa che qualcosa accadrà e ovunque vada lascia energia positiva. Bruno ha il furore del viaggiatore, vive il
viaggio metafora della vita, ma è anche lui stesso in viaggio con la vita.
Mario Mazzantini, critico letteraio, poeta
Per quanto riguarda il libro “Betty, sono Bruno” devo dire che: Prima di incontrare Lorena pensavo che ci volesse molto
di più per diventare fratelli, mai disperare: merito o colpa del suo scrivere insolito, accurato nella ricerca, colto e semplice
nell’attuazione dei fatti, sorprendente nei risultati, comprensibile subito nel suo manifesto senza sbavature.
Maria Enrica Monaco Gorni, Delegata Provinciale alla Storia CRI, Direttrice del Museo di CRI Firenze
«Betty, sono Bruno» narra la vita di Bruno Fiorini di Pratovecchio in provincia di Arezzo, il diario personale di un uomo
provato che ha vissuto in pieno 7 lunghi anni di guerra, prigionia e campi di concentramento: da Tobruk-Cirenaica al
deserto libico, al campo di concentramento di Eluan, poi in Inghilterra, infine a Glasgow. Il racconto scorre velocemente,
pieno di sentimento e non nasconde il forte legame per la sua terra, i suoi cari, anche se spesso traspare l’incertezza
del domani. Proprio la forza di questi sentimenti ha permesso a Bruno di sopravvivere alla guerra per così tanti anni.
Mirella Serri, giornalista
"E' un racconto tra fiction e autobiografia che non cede all'intimismo e utilizza l' introspezione e la scrittura come
'cura' e terapia. E' il racconto di una sorta di schiavizzazione a cui tutto il corpo della protagonista si ribella. Non è
un viaggio solo nella psiche ma una dolorosa testimonianza, il grido di un corpo che si fa sentire quando non tutto
funziona. Le ossessioni dell'autrice si manifestano anche sotto forma di ectoplasmi, di misteriose presenze che invadono
il suo mondo e la sua mente. Insomma una 'cura' riuscita che forse prelude a una seconda avventura narrativa,
libera dall'autobiografia e pronta a fare i conti con la fiction narrativa".
BETTY, SONO BRUNO
Maria Enrica Monaco Gorni, Delegata Provinciale alla Storia CRI, Direttrice del Museo di CRI Firenze
«Betty, sono Bruno» narra la vita di Bruno Fiorini di Pratovecchio in provincia di Arezzo, il diario personale di un
uomo provato che ha vissuto in pieno 7 lunghi anni di guerra, prigionia e campi di concentramento: da Tobruk-Cirenaica
al deserto libico, al campo di concentramento di Eluan, poi in Inghilterra, infine a Glasgow. Il racconto scorre
velocemente, pieno di sentimento e non nasconde il forte legame per la sua terra, i suoi cari, anche se spesso traspare
l’incertezza del domani. Proprio la forza di questi sentimenti ha permesso a Bruno di sopravvivere alla guerra
per così tanti anni.
Francesco Rocca, Il Commissario straordinario Croce Rossa Italiana
Ho sfogliato con emozione il bellissimo libro che mi ha gentilmente inviato. La vibrante testimonianza del vissuto
di Bruno, così ben narrata, ha prodotto un meraviglioso risultato che è ben al di là del mero racconto biografico.
Racconta la Storia, quella di molti, che con grande sacrificio ed umanità hanno attraversato momenti terribili come
quelli vissuti durante il periodo così lucidamente descritto.
Col. Antonino Zarcone, Capo Ufficio Storico dell’Esercito italiano
Il racconto, molto ben scritto dalla figlia del protagonista, è completo, non fa sconti e non tace nulla, né in bene né
in male. È vivido, giustamente soggettivo e, in più, ha la caratteristica di non arrestarsi alla fine della prigionia, ma
di gettare uno sguardo sul dopo, inserendo la vicenda militare in quella civile, attraverso il rientro in patria, il dopoguerra
e gli anni di pace, permettendoci di seguire l’esistenza di una persona nel suo passaggio dalla guerra alla
pace attraverso fatti, forse minuti, che forse appariranno di poco conto al lettore, ma che, per chi li ha vissuti e acquisiti
come parte della propria esperienza e della propria vita, sono di grande rilievo e meritano d’essere ricordati.
VITA IN CAMPAGNA
Motivazione Premio "Spazio Donna 2006":
Una simpatica e distensiva nota è questo libro di un'autrice innamorata della natura, dei ricordi del passato, della
vita semplice di un tempo, vissuto serenamente, un tempo che oggi appare sparito tra le nebbie di un malefico incantesimo.
Lorena Fiorini non accetta questa scomparsa e, quindi, dopo essere andata a ricercare il mondo perduto
della sua giovinezza, si cimenta con amorevole dedizione, a riportare in superficie le memorie. Memorie che sono
ricche di bellezze naturali,, di profumi, di aromi casalinghi, quelli che si spandevano per casa partendo dalla cucina,
da dove uscivano piatti fumanti e appetitosi, tanto da far andare in estasi tutti i buongustai. Lorena Fiorini, sull'onda
delle sue memorie, ha anche spolverato antiche ricette che offre al pubblico, racchiuse nella cornice di questo bel
libro.??
Motivazione Premio Firenze:
Interessante opera rievocativa della famiglia contadina, vivacizzata dalla descrizione dei ruoli, intramezzata da ricette
di una tradizione culinaria genuina, scritta in forma scorrevole e godibile.
Rocco Panunzi, Generale di Corpo d’armata
Dobbiamo restituire l’onore ai prigionieri, non è vero che il combattente italiano si arrende, hanno sempre combattuto
con onore anche con mezzi non all’altezza della situazione, come risulta dagli atti di eroismo durante la ritirata di Caporetto.
A volte, come nel caso di Bruno prigioniero, non hanno accettato neppure di collaborare preferendo il filo spinato
alla libertà e quindi l’onore. È un libro incredibilmente emozionante. Bruno ha accettato con dignità quello che
Dio ha destinato a lui. È andato in guerra. Nel libro non c’è accenno ideologico. C’è un costrutto che si chiama famiglia.
Bruno ha creato Patria partendo da un ideale, da un costrutto. Essere semplicemente Patria come sono i nostri soldati,
con un senso di umanità diffusa, di conforto, Patria, Italia, Dio.
Anna Petrangeli, Commissario del Comitato di CRI di Orvieto e Terni
Ha letto il libro, che definisce straordinario, di Lorena Fiorini trovando insolite analogie con la storia del papà e rammarica
il fatto di non aver più la possibilità di avere un documento analogo. Questo aspetto l’ha molto legata all’autrice e l’ha
condotta alla riflessione che spesso le esperienze di tutti sono esperienze comuni e lo è una storia a ricordo di un uomo,
un amore, un soldato, una carriera.
Antonio Quattranni, Insegnante, pubblicista
Vorrei leggere insieme agli alunni il libro, voglio proporlo come libro di lettura per l’anno prossimo. Un libro che entra
nella didattica, storia, italiano, inglese, terra, natura per condurci in un approfondimento culturale più ampio.
Francesco Rocca, Commissario straordinario Croce Rossa Italiana
Ho sfogliato con emozione il bellissimo libro che mi ha gentilmente inviato. La vibrante testimonianza del vissuto di
Bruno, così ben narrata, ha prodotto un meraviglioso risultato che è ben al di là del mero racconto biografico. Racconta
la Storia, quella di molti, che con grande sacrificio ed umanità hanno attraversato momenti terribili come quelli vissuti
durante il periodo così lucidamente descritto.
Col. Antonino Zarcone, Capo Ufficio Storico dell’Esercito italiano
Il racconto, molto ben scritto dalla figlia del protagonista, è completo, non fa sconti e non tace nulla, né in bene né in
male. È vivido, giustamente soggettivo e, in più, ha la caratteristica di non arrestarsi alla fine della prigionia, ma di gettare
uno sguardo sul dopo, inserendo la vicenda militare in quella civile, attraverso il rientro in patria, il dopoguerra e gli
anni di pace, permettendoci di seguire l’esistenza di una persona nel suo passaggio dalla guerra alla pace attraverso
fatti, forse minuti, che forse appariranno di poco conto al lettore, ma che, per chi li ha vissuti e acquisiti come parte
della propria esperienza e della propria vita, sono di grande rilievo e meritano d’essere ricordati.
IL PEPERONCINO
Roberta Maresci, Il Tempo
Volete rendere la vita più piccante e soprattutto, sana? Leggetevi la bibbia scritta da Lorena Fiorini per Newton Compton:
“Il peperoncino”. Alleato per la bellezza, sono 500 i rimedi per usarlo in cucina come nella bellezza. Soffrite d’acne? Se
mescolato all’argilla vi cura questa malattia della pelle causata da un’infiammazione di una ghiandola sebacea che colpisce
anche le spalle, in modo minore natiche e parete anteriore del torace. Avete capelli opachi, sfibrati, spenti? Macerate
al buio 3 peperoncini in un litro d’alcol per 8 giorni: frizionando la lozione sul cuoio capelluto per due volte al
giorno, combatterete pure la caduta dei capelli. Ideale per mettere ko la cellulite, c’è perfino una maschera di bellezza
contro i segnali dell’invecchiamento.
Giampierto Cazzato Il Venerdì di Repubblica, 27 maggio 2011
La virtù? E’ piccante… Ricette, sfizi e segreti del peperoncino. Ricco di vitamine, è ottimo in cucina, ma anche come rimedio
naturale per contrastare reumatismi e mal di testa. Ora un libro spiega come usarlo per preparare dolci e liquori.
Maria Chiara Milanesi Leggere:tutti, giugno 2011
Cucinare, curarsi col peperoncino, innamorarsi col peperoncino. La spezia rossa e piccante più diffusa al mondo esalta
i sapori e in cucina non conosce limiti: primi, secondi, antipasti, e poi dolci, liquori, aperitivi, sottaceti… Insomma il peperoncino
è sempre pronto a donare qualità e virtù.
Stefania Monaco, Il Tempo, 29 luglio 2011
Per la vostra estate infuocata consigliamo un libro (fresco di stampa) della Newton&Compton “Il peperoncino. Ricette,
sfizi, segreti, rimedi naturali, storia, miti e scienza” di Lorena Fiorini.
Roberta Maresci, Più sani più belli.it settembre 2011
Il peperoncino: un aiuto dalla natura per rendere la vita più piccante e, soprattutto, sana. Un libro lo celebra insegnandoci
a usarlo in cucina, come antibiotico naturale, per le diete e curare la bellezza.
TERRA DI TOSCANA
Notizie Unicoop Firenze
Una terra dove l’armonia regna padrona, nei campi, nelle arti, nelle scienze, dove il popolo artigiano riscopre ogni giorno
la sua creatività e insieme a essa l’amore per il bello e il buono. E’ stato il libro più venduto durante le feste 2010-2011
nello scaffale Coop Toscana da leggere.
VITA IN CAMPAGNA
Motivazione Premio "Spazio Donna 2006":
Una simpatica e distensiva nota è questo libro di un'autrice innamorata della natura, dei ricordi del passato, della vita
semplice di un tempo, vissuto serenamente, un tempo che oggi appare sparito tra le nebbie di un malefico incantesimo.
Lorena Fiorini non accetta questa scomparsa e, quindi, dopo essere andata a ricercare il mondo perduto della sua giovinezza,
si cimenta con amorevole dedizione, a riportare in superficie le memorie. Memorie che sono ricche di bellezze
naturali, di profumi, di aromi casalinghi, quelli che si spandevano per casa partendo dalla cucina, da dove uscivano
piatti fumanti e appetitosi, tanto da far andare in estasi tutti i buongustai. Lorena Fiorini, sull'onda delle sue memorie,
ha anche spolverato antiche ricette che offre al pubblico, racchiuse nella cornice di questo bel libro.
Motivazione Premio Firenze:
Interessante opera rievocativa della famiglia contadina, vivacizzata dalla descrizione dei ruoli, intramezzata da ricette di
una tradizione culinaria genuina, scritta in forma scorrevole e godibile.
SMARRIMENTO D’AMORE
Stanislao Nievo, Scrittore
Non solo parole, ma uno spaccato di vita femminile. È una ricerca fredda, agghiacciante, dolorosa, ma c’è sempre uno
spiraglio per sorridere.
Mino Caprio, attore, doppiatore
Non ho smarrito l'amore che trasmette il libro - la fragilità - un po' bambina…ingenua…attenta e curiosa - che s'intreccia
cronicamente con la dura scorza - tetragona… precisa come l'orario (ideale, quindi non italiano) di un treno.. e curiosa!
Ecco, una curiosità prettamente femminile trova vitalità e gioia di vivere in entrambe le due facce che sembrano avere
lo stesso cuore e i medesimi occhi capaci di aprirsi solo all'azzurro del cielo e al verde di una vallata toscana. Grazie
Lorena!
Gisa Ciampicali, insegnante, assistente sociale, teologa
Il maestro Stanislao Nievo non solo mette la matita nelle mani dell’autrice, ma le insegna lo scrivere come arte per far
entrare l’avventura nella vita senza che si sappia come andrà a finire. La talentuosa autrice ci tiene per mano allo scopo
di guidarci nei meandri di una storia bella, ma difficile, sublime e meschina, piccola e smoderata, contemporaneamente
amabile e sgradevole. Con Giulia il lettore vive la storia in modo “Epico” in uno spazio temporale che è l’oggi, ma può
valere anche per il passato ed il futuro. Nella storia del libro dall’evento doloroso emerge la forte personalità della protagonista
e ciò accade anche per noi. Per abitudine, generosità, per non perdere quel mondo, che nella sua immobilità
ci rassicura, viviamo all’ombra degli altri. La chiave di lettura del testo? La speranza, che in tutti i casi della vita, è l’ultima
dea a morire. A questo proposito l’espressione che Lorena usa al termine del libro: che Dio mi aiuti, è bella in quanto
dolce e rassicurante.
Idalberto Fei, Leggere: Tutti, aprile 2009-05-19
Aretina di nascita, romana di adozione, psicologa, di certo Lorena Fiorini con questo libro dal titolo petrarchesco, ci dà
la sua prova più promettente e matura.
Antonella Leone, attrice
Un libro coinvolgente fin dall'inizio. L'autrice rivela una grande capacità di aprirsi al lettore descrivendo sentimenti con
un linguaggio semplice e diretto. Bisognerebbe rileggerlo, questo libro, nei momenti di SMARRIMENTO, quelli in cui hai
bisogno che ti vengano suggerite le parole e i gesti che ti servono... È un libro che ci confida le nostre fragilità, le nostre
contraddizioni e di contro la nostra forza di recuperare una dignità soprattutto quando la vita è in frantumi. È un libro
“da donne” che tutti gli uomini dovrebbero leggere.
Gabriele La Porta, Raiuno Good News del 20.02.2009
È un romanzo che leggi perché ti fa bene.
Almo Paita, Rai Senior, Autori e Libri n. 2/2009
Conosco Lorena Fiorini da molto tempo, da quando, in anni ormai lontani, lavoravamo in viale Mazzini nella stessa
struttura. Collega garbata, generosa, dinamica, attiva; ora conosco un’altra Lorena, la brava scrittrice, che con Smarrimento
d’amore ha dato la prova più convincente e matura. Smarrimento d’amore è un romanzo che si legge tutto d’un fiato,
senza inutili soste o rinvii. Accadrà forse anche a voi quel che è accaduto a me; come ho cominciato a leggerlo, non l’ho
più lasciato. Ho spento la luce la sera solo dopo aver letto l’ultima pagina.
Franco Scalise, 3 Tre – Anno VIII Numero 7
Noi come tanti lettori, di tanti autori diversi, cerchiamo all’interno della storia, passaggi che in qualche modo l’autrice
ha vissuto, per poterli raccontare con tanta dovizia di particolari, ma non è questo l’argomento principale, non è qui la
presentazione, ma è nel contenuto, nel dipanarsi della storia, nello scrutare, attraverso una fessura, i sentimenti di una
persona che scopre un mondo nel quale non credeva di vivere e che suo malgrado ci precipita dentro, subendo lo
smacco di una vita che credeva di non dover vivere.
Mirella Serri, giornalista
"È un racconto tra fiction e autobiografia che non cede all'intimismo e utilizza l' introspezione e la scrittura come 'cura'
e terapia. È il racconto di una sorta di schiavizzazione a cui tutto il corpo della protagonista si ribella. Non è un viaggio
solo nella psiche ma una dolorosa testimonianza, il grido di un corpo che si fa sentire quando non tutto funziona. Le
ossessioni dell'autrice si manifestano anche sotto forma di ectoplasmi, di misteriose presenze che invadono il suo
mondo e la sua mente. Insomma una 'cura' riuscita che forse prelude a una seconda avventura narrativa, libera dall'autobiografia
e pronta a fare i conti con la fiction narrativa".
ULTIME PRESENZE IN TV, RADIO E CARTA STAMPATA
Marzo 2011 Leggere: tutti, Laboratori, scuole e master per chi ama scrivere
7 giugno 2011 Radio Kiss Kiss rubrica Ti cuoce
15 giugno 2011 TV Gold
23 giugno 2011 Radiodue Decanter
27 giugno 2011 Buongiorno Lazio
Giugno 2011 Notiziario Fidapa
12 luglio 2011 Corriere di Arezzo
16 luglio 2011 Raiuno Uno mattina estate
27 ottobre 2011 Rai TGR Umbria
31 ottobre 2011 Raitre Apprescindere
30 novembre 2011 Casa Alice canale 416 di Sky
9 dicembre 2011 Il nuovo Corriere Aretino
10 dicembre 2011 Corriere Casentino
10 dicembre 2011 Il nuovo Corriere Aretino
Novembre-Dicembre 2011 Nuova Armonia Raisenior, intervista di Valentina Bisti
26 gennaio 2012 Il nuovo corriere Viterbese
2 febbraio 2012 Il nuovo Corriere Viterbese

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