Nota dedicata all'autrice
Mino Caprio, attore, doppiatore
Non ho smarrito l'amore che trasmette il libro - La fragilità - un po' bambina..ingenua..attenta e curiosa - che s'intreccia cronicamente con la dura scorza - tetragona.. precisa come l'orario (ideale, quindi non italiano) di un treno.. e curiosa ! Ecco, una curiosità prettamente femminile trova vitalità e gioia di vivere in entrambe le due facce che sembrano avere lo stesso cuore e i medesimi occhi capaci di aprirsi solo all'azzurro del cielo e al verde di una vallata toscana.
Grazie Lorena!
Mino Caprio
Antonella Leone, attrice
Un libro coinvolgente fin dall'inizio.
L'autrice rivela una grande capacità di aprirsi al lettore descrivendo sentimenti con un linguaggio semplice e diretto.
Una mattina come tante, della sua vita fatta di famiglia e lavoro, Giulia scopre, ascoltando per caso una inequivocabile telefonata, il (reiterato) tradimento del marito.
Un pluriennale, sereno matrimonio, in venti secondi, muta il suo aspetto e diventa rapporto logoro e senza speranza. Il solido, affidabile compagno di vita si trasforma in uno sconosciuto enigmatico e sfuggente.
Non parla Giulia, non può.
È dolore dell’anima quello che prova, una sofferenza acuta del cuore, che confonde la mente e ammala il corpo.
Reagisce Giulia, si allontana, parte per un viaggio e decide di curarsi.
Matita e taccuino sono la sua terapia, scrive un diario lucido e cosciente dei suoi sentimenti e si racconta. Analizza passato e presente per cercare un futuro.
Come in un album di fotografie, il viaggio di Giulia si alterna a flashback della vita passata, dei suoi sogni giovanili, delle sue illusioni romantiche. Tra lacrime, paure e debolezze, tra rabbia e sensi di colpa, ma anche tra ricordi dolcissimi e sorrisi arriverà alla metà e si ritroverà, guarita, diversa, più saggia, consapevole di se e più forte.
Bisognerebbe rileggerlo, questo libro, nei momenti di SMARRIMENTO, quelli in cui hai bisogno che ti vengano suggerite le parole e i gesti che ti servono...
E' un libro che ci confida le nostre fragilità, le nostre contraddizioni e di contro la nostra forza di recuperare una dignità soprattutto quando la vita è in frantumi.
E' un libro “da donne” che tutti gli uomini dovrebbero leggere.
Gisa Ciampicali, insegnante, assistente sociale, teologa
Il maestro Stanislao Nievo non solo mette la matita nelle mani dell’autrice, ma le insegna lo scrivere come arte per far entrare l’avventura nella vita senza che si sappia come andrà a finire. Dunque scrivere è viaggiare e viaggiare con la matita in mano. Dopo la morte del marito, Piero Ciampicali, la imbarazzava trovare nella sua scrivania tante matite e gomme, poi ha capito: anche lui aveva la matita in mano per tradurre pensieri - passioni in parole, per adattarli meglio a ciò che voleva cercare di esprimere e trovare così un modo consono al suo essere comunicativo. Ecco la scrittrice ed il suo romanzo dove la matita testimonia il tentativo di raccontare un’anima nelle sue molteplici sfaccettature: l’ironia, la dolcezza, la passione, la durezza, la fantasia, il rigore. Alla fine, questo romanzo sembra autobiografico in quanto è un momento di vita che ci dice come realmente la vita sia. ? il racconto privato di una donna, che potrebbe essere una di noi, messa a nudo con una matita le cui parole potremmo cambiare con una semplice gomma per poi passare oltre. La talentuosa autrice ci tiene per mano allo scopo di guidarci nei meandri di una storia bella, ma difficile, sublime e meschina, piccola e smoderata, contemporaneamente amabile e sgradevole. Comunque leggere è guardarsi allo specchio ed in questo caso ci si identifica facilmente con tutti i personaggi. Di volta in volta il lettore è Paolo, il marito: spaventato, un po’ vigliacco, che si rassegna e poi, nell’ombra intraprende un cammino di redenzione come un eroe beneducato del nostro secolo. Paolo sa essere tenero e tiranno, traditore e redento. Oppure è Lorenzo l’imprendibile, il rinunciatario, o la figlia, Serena, ma soprattutto è Giulia insieme alla quale vive una storia che è la storia di molte donn! e. Con G iulia il lettore vive la storia in modo “Epico” in uno spazio temporale che è l’oggi, ma può valere anche per il passato ed il futuro. Nella storia del libro di cui stiamo parlando, smarrimento d’amore, dall’evento doloroso emerge la forte personalità della protagonista e ciò accade anche per noi. Per abitudine, generosità, per non perdere quel mondo, che nella sua immobilità ci rassicura, viviamo all’ombra degli altri.
Successivamente l’evento si apre al realismo esistenziale e all’altalenare del da farsi: per Giulia, come per tutti noi, inizia il cammino del riscatto...... della redenzione per dirla con Dostoevskij. Comincia un vero e proprio carosello di fatti e persone in cui, seppure a tratti, l’artefice di questo testo fa leva sulle corde più profonde dell’esistenza. ? la natura a trasformare una persona cupa in una gioiosa e ad invitare a vivere il momento, l’attimo fuggente, la zia Assunta per ritrovare il calore della famiglia, la fraternità al fine di ritrovare la spiritualità, il bisogno degli altri (ce la farò da sola?). E poi la preghiera: una preghiera rivolta a Dio da credente, ma in modo pagano, preghiera che trascina per bellezza e purezza. Ad un tratto, però, riappare la Giulia cinica ed ironica, figlia del nostro tempo che si scandalizza per il proprio: al diavolo gli uomini!
Tutto questo mentre riflette sul fatto, che forse la “santità” nasconda la “negatività”, la porta a ricercare la propria vera identità di donna: libera ma confusa e improvvisamente non si sopporta più.
E poi incontri fantasiosi, viaggi: Firenze, Sovana, Tuscania, Castiglion Del Lago, New York.
Di seguito figure importanti: un fantasma, l’angelo custode, l’amante, la figlia, il marito. La chiave di lettura del testo? La speranza, che in tutti i casi della vita, è l’ultima dea a morire. A questo proposito l’espressione che Lorena usa al termine del libro: che Dio mi aiuti, è bella in quanto dolce e rassicurante.
Chiude la presentazione il Presidente Internazionale Luc Debieuvre che riprende il tema della speranza e ci aiuta a credere, al pari del libro, che le difficoltà legate ad un periodo veramente difficile, verranno superate.
E’ un romanzo che leggi perché ti fa bene
Gabriele La Porta, Raiuno Good News del 20.02.2009
Accadrà forse anche a voi quel che è accaduto a me: come ho cominciato a leggerlo non l’ho più lasciato. Ho spento la luce la sera solo dopo aver letto l’ultima pagina.
Almo Paita, Rai Senior, Autori e Libri n. 2/2009
Aretina di nascita, romana di adozione, psicologa, di certo Lorena Fiorini con questo libro dal titolo petrarchesco, ci dà la sua prova più promettente e matura.
Idalberto Fei, Leggere:Tutti, aprile 2009-05-19
Noi come tanti lettori, di tanti autori diversi, cerchiamo all’interno della storia, passaggi che in qualche modo l’autrice ha vissuto, per poterli raccontare con tanta dovizia di particolari, ma non è questo l’argomento principale, non è qui la presentazione, ma è nel contenuto, nel dipanarsi della storia, nello scrutare, attraverso una fessura, i sentimenti di una persona che scopre un mondo nel quale non credeva di vivere e che suo malgrado ci precipita dentro, subendo lo smacco di una vita che credeva di non dover vivere.
Franco Scalise, 3 Tre – Anno VIII Numero 7
Smarrimento d’amore
Almo Paita, Rai Senior, Autori e Libri n. 2/2009
Conosco Lorena Fiorini da molto tempo, da quando, in anni ormai lontani, lavoravamo in viale Mazzini nella stessa struttura. Collega garbata, generosa, dinamica, attiva; ora conosco un’altra Lorena, la brava scrittrice, che con Smarrimento d’amore ha dato la prova più convincente e matura. Smarrimento d’amore è un romanzo che si legge tutto d’un fiato, senza inutili soste o rinvii. Accadrà forse anche a voi quel che è accaduto a me; come ho cominciato a leggerlo, non l’ho più lasciato. Ho spento la luce la sera solo dopo aver letto l’ultima pagina.
Ma chi è Giulia, l’inquieta protagonista del romanzo? Giulia è una donna di mezza età, apparentemente “realizzata”, come si usa dire oggi. Ha un marito, un fior di marito, tutto casa e famiglia, seppure enigmatico e sfuggente; ha una figlia e un lavoro. Un giorno scopre che il marito la tradisce e quel mondo, tutto grazia e buone maniere, si sgretola. La vita le appare in tutta la sua sofferenza, le sue ipocrisie, senza alcuna speranza. Ma Giulia raccoglie i relitti di quel naufragio, si rifugia nel suo mondo interiore, lo esplora, lo mette a nudo, con una confessione straziante e liberatrice. Sarà una terapia dolorosa, ma necessaria, che le consentirà di scorgere la luce in fondo a quel tunnel. Ma dovrà attraversare l’ingannevole deserto del suo passato, ripercorrere le sue sofferte esperienze, rievocare sopiti fantasmi, che si sono dileguati per sempre. Come Lorenzo, un amore travolgente, che ha portato la luce nelle sue giornate, ma incerto e insicuro, che si perde nella lontana Birmania. Una fuga, forse, ammantata da ragioni umanitarie.
Un lungo viaggio quello di Giulia, espresso con un racconto incalzante, serrato, che non vi dà tregua e vi porta senza soste al traguardo finale. Resta il dubbio, l’inevitabile dubbio, che affiora: quanto c’è di Lorena nella inquieta protagonista del romanzo, nella sua ricerca “fredda, agghiacciante, dolorosa”? Se è pur vero che ogni scrittore esprime nelle sue opere soprattutto se stesso, è altrettanto vero che Giulia ha nel romanzo una sua autonomia, una sua personalità di assoluta protagonista, che non può essere confusa con l’autrice, che nella vita privata appare del tutto realizzata e felice. Ma il dubbio resta; ci sono troppo consonanze autobiografiche nel romanzo, che appare difficile ignorare. E sembra comunque difficile calarsi nel personaggio senza aver attraversato certe dolorose esperienze, che la vita ci pone.
Ma forse Lorena è riuscita, come Giulia, a sdoppiarsi: accanto alla donna realizzata e felice, con un marito, una figlia, una casa , un lavoro, è riuscita a dar vita al suo personaggio, aggrovigliato nelle sue ansie e nelle sue inquietudini. E ciò grazie forse a Stanislao Nievo, il suo maestro di scrittura, lo scrittore che l’ha guidata e seguita nel suo difficile percorso di narratrice. Un romanzo che nasce da una lunga elaborazione, maturato da profonde riflessioni, sorretto dalla straordinaria preparazione psicologica dell’autrice. Ma la scrittura è svelta e spigliata e non risente di rallentamenti e incertezze. Anche quando si attarda nel ricordo degli uomini della sua vita, nella nostalgica rievocazione della sua terra, dei genitori, delle sorella, della figlia, dell’amica Rosaria…, di cui traccia straordinari profili. O quando indugia in brevi flash paesaggistici, di rara levità e grazia, come questo:”Guardo fuori, lontano…Lo sguardo si posa sul verde, sui tetti delle case, su quel passerotto là fuori sul ramo, un piccolo punto nell’universo in movimento. Ondeggia, vola via lontano”. O quest’altro, riferito al suo paese d’origine nel Casentino, quel paese evocato nell’epigrafe in testa al volume (Ti amo, paese verde/dai grandi e ridenti girasoli…):”L’aria fredda, il fumo dei camini, il passo svelto, quel merlo laggiù sul ramo spoglio…”. Sono notazioni dal vago profumo poetico, che rendono più ricca e avvincente l’esile trama del romanzo e dove i motivi autobiografici si fanno più evidenti e nostalgici.
LA DONNA SMARRITA PER AMORE
da Leggeretutti n. 38 aprile 2009
Se invece di scrivere una pagina, mi avessero chiesto una serie di disegni per illustrare questo nuovo romanzo di Lorena Fiorini, delle immagini che potessero raccontarlo anche a chi il nostro idioma ignora, sapete cosa avrei scelto? Un sasso. Un sasso sulla riva di un fiume. Poi, una crepa sulla sua superficie compatta. Di seguito, una donna timida che da quella fenditura si affaccia al mondo. Adagio la donna esce fuori, sulla riva, attratta da un oggetto per terra: sembra uno specchio, in realtà serve a lei da specchio: ma è un quaderno, il suo diario. Scrivendoci giorno per giorno i suoi smarrimenti, questa donna celata prenderà corpo e consapevolezza e la forza per un risveglio a vita nuova.
Prima ero infelice con un uomo, ora con due. Le vado a cercare tutte io?Credo di avere una naturale predisposizione per situazioni che mi portano al disordine mentale. Che sarà di me? Si chiede Giulia, la protagonista del libro, con una tendenza al melodramma di cui lei è la prima a sorridere. Tutto il racconto, articolato in brevi capitoli, prende le mosse dal silenzio: un'operazione alle corde vocali la obbliga prima a tacere per dieci giorni, poi ad una breve solitaria vacanza. E Giulia scrive, ricorda, rivive, osserva. Paolo , suo marito, l'ha tradita. Si è pentito, ha fatto marcia indietro ma non basta: "La Donna non dimentica", lo scrivevano già i saggi dell'India secoli fa. E lei non dimentica, neanche fra le braccia muscolose del bel Lorenzo dalle orecchie grandi. Il Padre, il Marito, l'Amante. Tutti gli uomini della sua vita sono ingombranti, al contempo sfuggenti, come noi maschi spesso siamo.
Attraverso il dolore, che dall'anima si trasferisce nel corpo, immobilizzandolo, la solitudine, la memoria, la piccola donna uscita dal sasso trova il coraggio di tornare ad immergersi nel fiume della vita: il sasso stregato di cui era prigioniera è oramai ridotto in briciole.
Come ebbe a dire Stanislao Nievo, maestro di scrittura dell'autrice, per quanto la ricerca di Giulia sia fredda, agghiacciante, dolorosa, c'è sempre uno spiraglio per sorridere.
Aretina di nascita, romana di adozione, psicologa, di certo Lorena Fiorini con questo libro dal titolo petrarchesco, ci dà la sua prova più promettente e matura.
Idalberto Fei
"E' un racconto tra fiction e autobiografia che non cede all'intimismo e utilizza l' introspezione e la scrittura come 'cura' e terapia. E' il racconto di una sorta di schiavizzazione a cui tutto il corpo della protagonista si ribella. Non è un viaggio solo nella psiche ma una dolorosa testimonianza, il grido di un corpo che si fa sentire quando non tutto funziona. Le ossessioni dell'autrice si manifestano anche sotto forma di ectoplasmi, di misteriose presenze che invadono il suo mondo e la sua mente. Insomma una 'cura' riuscita che forse prelude a una seconda avventura narrativa, libera dall'autobiografia e pronta a fare i conti con la fiction narrativa".
Mirella Serri
Elelnco completo
febbraio 2009. Nuova Armonia Recensione di Almo Paita
Febbraio 2009 Forum International
Febbraio 2009, Sala Baldini, Piazza Campitelli. Italia Arte Recensione di Lorena Fiorini
Aprile 2009. Leggere Tutti n. 38. La donna smarrita per amore di Idalberto Fei
25 aprile 2009. Nuovo Oggi p.4. Una giornata socio-culturale
25 aprile 2009. Tre Attualità anno VIII numero 7. Recensione di Franco Scalise
9 maggio 2009. L'amore smarrito di Lorena Fiorini. Corriere della Sera, Tempo Libero.
9 maggio 2009. La Repubblica, Roma.
9 maggio 2009. Incontro culturale a Palazzo Gentili di Marco Tartarini. Nuovo Oggi
5 giugno 2009. Il notiziario Fidapa. Anno XLII, n. 20, pp. 43-44. Sezione di Roma
10 giugno 2009. Atlas Coelestis. Recensione di Claudio Solustri
17 luglio 2009. QuotidianoItalia.it Recensione di Francesco Torellini
Servizi televisivi
14 febbraio alle ore 18,30 sul Telegiornale Gold TV servizio di Carla Durante
(guarda il video)
20 febbraio alle ore 6, 06 su Raiuno "Good News" Gabriele Laporta e Simona Olive
4 aprile alle ore 19,30, in replica alle ore 24 su Odeon TV programma Telereporter Francesca Gigli intervista di 26' all'autrice.
6 maggio Lazio TV intervento programma Buongiorno Lazio -Sentimenti
29 maggio Lazio TV intervento programma Buongiorno Lazio - Coccole
7.06 Radiodue programma Due di Notte con Francesco Pascarito ore 01-03 argomento Strani amori
14.06 Radiodue programma Due di notte con Francesco Pascarito ore 01-03 argomento La gavetta