W Ale – La forza di un sorriso

Alessandra Bisceglia: storia e testimonianze - Lorena Fiorini

Alessandra Bisceglia: storia e testimonianze

Alessandra Bisceglia, una giovane giornalista, una ragazza piena di vita e tanta voglia di riuscire. Un talento, un’autrice televisiva, una giovane donna affetta da una malattia rara che l’ha colpita fin dalla nascita e che l’ha costretta su una sedia a rotelle.
Non si lascerà abbattere, ribalterà una vita complicata a favore della sua realizzazione e dei suoi sogni, insegnandoci che non bisogna mai rinunciare e che è sempre possibile farcela nonostante tutto.
Ci ha lasciato un’eredità preziosa, servizi, libri, articoli, progetti e tante affettuose testimonianze, di stima, di apprezzamento, d’affetto da parte dei tanti amici sparsi in tutta Italia. Una raccolta che ha prodotto un libro, “WALE La forza di un sorriso”, scritto da autori vari e curato da Lorena Fiorini .

Fondazione Alessandra Bisceglia W ALE Onlus

Ritorno da un matrimonio non annunciato

La famiglia era all’oscuro di tutto, niente era trapelato e la sorpresa ha finito per travolgere tutti. La mia penna si è messa in moto e in quell’occasione ha riportato sentimenti e apprensioni, felicitazioni e qualche rammarico. E’ il racconto scritto in occasione del ritorno dall’America, dopo un lungo viaggio,  di mia figlia Valentina dopo essersi sposata a Las Vegas con Claudio. Lo scritto è diventato la bomboniera, realizzata sotto forma di libricino, in occasione del matrimonio religioso, avvenuto nella splendida cornice di Romena in Casentino. Quel ritorno è stato un momento magico per la mia famiglia, il matrimonio a Las Vegas e il matrimonio a Romena due momenti indimenticabili tra gli affetti più cari. Un racconto per ricordare, da tenere a portata di mano e al quale ritornare per un sorriso che fa bene al cuore.

 

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La parola mediatrice di senso.

E’ la realizzazione di un sogno, il raggiungimento di un obiettivo al quale sono stata spronata per tempo immemorabile. Poi la decisione, improvvisa, convinta e senza alcun ripensamento. Durante i sei anni di Università non ho perduto alcuna lezione, attenta e partecipativa ho lavorato senza risparmiarmi. La tesi ha rappresentato lo studio sulla parola, quella parola a me così cara e così cercata, quella parola che deve dire esattamente quello che voglio dire, quella parola che deve suonare nelle mie orecchie come musica, da accarezzare, da donare, da avvertire leggera nell’aria. Quella parola è un tuffo al cuore, esce con facilità dalla mia penna allenata, è diventata compagna insostituibile del mio cammino. Devo dire grazie a mio padre per avermi spronato, per non avermi mai perdonato di non essermi laureata in giovane età. E’ arrivata, tardi, ma è arrivata. Quando sono ritornata in Italia dopo la discussione  presso l’Università statale di San Pietroburgo e con il pezzo di carta in mano, l’ho dedicata, con gioia, a chi aveva creduto in me.

 

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