E’ online www.donnetraricordiefuturo.org

24 gennaio 2013: E’ online www.donnetraricordiefuturo.org, sito ufficiale del Premio Letterario omonimo

 

Il sito, progettato e realizzato da Pino Mannarino, è ispirato all’opera di Antonella Cappuccio, La donna senza tempo, un’immagine caratterizzata da tre colori con la loro valenza simbolica: il Blu, il colore del cielo, riporta al padre. Il verde, il colore della natura, riconduce alla madre. Il rosa è il futuro e la positività in cui va visto.

Dice la pittrice: “C’è una necessità morale di nutrirci e nutrire i lettori di valori, sentimenti, speranze”.

 

Sito Ufficiale del Premio "Donne tra ricordi e futuro"

Un nuovo sito, un’impostazione diversa pur nella continuità.

20 Dicembre 2012

Un nuovo sito, un’impostazione diversa pur nella continuità. Il lavoro grafico, colorato e accattivante, mi fa strada da anni, è rimasto al suo posto pur circondato da più notizie sistemate diversamente dal mio amico e compagno di viaggio Pino Mannarino della Stylefactory.

Mentre ho fatto conoscenza e piano piano mi sto abituando a un nuovo ambiente di lavoro, dalla homepage del nuovo sito è sbucata una raccolta di ricette tratte dai miei libri di cucina:

–          Il peperoncino

–          Il grande libro del pane

–          Mele e torte di mele

pubblicati da Newton Compton Editori, dai quali ho estratto alcuni spunti per arricchire la tavola dei lettori per le prossime feste. Un dono da gustare e, volendo, da scaricare per avere un anticipo di tre libri tutti da scoprire. Si parla di ricette, tante, ma anche di storia, mitologia, botanica, salute, bellezza. Libri da sfogliare, leggere, estrarre la ricetta che farà la gioia dei nostri ospiti.

Lorena Fiorini; il nuovo sito

Sitcom Televisioni, Casa Alice canale 416 di Sky

Va in onda il 30 novembre su Casa Alice alle ore 12, alle 18 e alle 1 di notte con repliche previste anche a gennaio, una particolare intervista dietro i fornelli della famosa cucina.
Ho assistito a un dietro le quinte, comodamente seduta in una saletta d’attesa, alla vita di una movimentata cucina mentre si sono avvicendati ospiti in attesa di intervenire in studio accompagnati da piatti diversi e particolari. Una cucina pronta ad accogliere anche cuochi che nella vita fanno altro, ma con l’amore per la buona tavola,  pronti a donare il frutto del proprio lavoro.
Così ho finito per sentirmi a casa, come nella grande cucina di campagna dove è nata la mia passione e dove ho imparato e incamerato, fra nonne e zie, fra mia madre prima e mia suocera dopo, un’arte culinaria saporita, genuina e naturale. Tanto tempo è passato dal giorno in cui mia nonna ha messo davanti a una bambina, vogliosa di apprendere i trucchi del mestiere, un mucchietto di farina con un uovo da impastare. Cercai di imitarla, con il risultato di vedermi trasformare in un mugnaio dipinto di bianco dai capelli alle scarpe!  Oggi, il piacere della tavola si rinnova.
Sono qui per presentare Il grande libro del pane, pubblicato ne I grandi manuali Newton, un libro per raccontare come preparare il pane e come mettere in tavola ricette che hanno nel pane l’ingrediente principale. Sono qui anche per realizzare una delle numerose ricette tratte dal libro, una ricetta semplice, povera, saporita, il pancotto, piatto antico comune a tutte le regioni d’Italia, una minestra che ha come base pane secco o raffermo fatto a pezzi.
La caratteristica del pancotto riguarda la cottura del pane, che può avvenire nel brodo o nell’acqua con procedimenti differenti. La ricetta scelta prevede di scottare nel liquido di cottura le verdure di base, nel nostro caso i broccoli, scolarli, farli a pezzetti, metterli nel tegame dove ha rosolato l’aglio in abbondante olio d’oliva saporito bollente, aggiungere il pane rustico raffermo fatto a pezzetti imbevuto del liquido di cottura dei broccoli, lasciar cuocere per ¾ d’ora rimestando e aggiungendo, all’occorrenza, il liquido di cottura dei broccoli. Sale e una spolverata di peperoncino sono i condimenti.
La cucina è all’opera, non c’è tempo per andare in onda con tutto il procedimento. Bisogna preparare il piatto e farlo vedere in cottura. Eccoci in studio, la brava Franca Rizzi procede con l’intervista, io sono all’opera per far vedere le varie fasi di realizzazione. Una chiacchierata intorno ai fornelli, come spesso accade nelle nostre cucine. Si chiacchiera e contemporaneamente si preparano i piatti. Le curiosità arrivano da una persona impegnata nella vita lavorativa in Rai, poi una seconda vita ha preso il sopravvento, l’amore per la scrittura con al primo posto i libri di cucina. Dai primi racconti con ricette a Vita in campagna, da Terra di Toscana ai libri di Newton Compton Il Peperoncino e Il grande libro del pane. Per amore di completezza vengono menzionati due libri, un romanzo Smarrimento d’amore e il racconto di un papà molto amato Betty, sono Bruno un libro per rammentare, attraverso una storia, il Novecento, il fascismo, la guerra, la prigionia, la ricostruzione.
L’avventura di Casa Alice, messa in piedi dall’autore Giampaolo Trombetti, vede all’opera la truccatrice Patty Straface e l’accoglienza cordiale delle persone che lavorano al programma. Si conclude con un piatto pronto e con un piatto in cottura, un piatto che vuol ricondurci verso la riscoperta di prodotti tipici locali, dove si vanno ad incrociare cultura e tradizione, creatività, fantasia per donare piatti che hanno il dono di preservare e conservare un patrimonio legato a saperi, gusti e sapori.
Torno a casa felice, la bambina è ancora dentro di me con il suo bagaglio di ricordi e affetti, nel cuore un piatto, a volte dimenticato, da ricondurre dove merita di stare, sulla tavola, per il piacere di noi stessi e dei nostri ospiti.

Apprescindere con Michele Mirabella

31 ottobre 2011

Apprescindere con Michele Mirabella, un altro episodio del romanzo di vita di Lorena Fiorini

Ho lavorato quarant’anni in Rai, un lavoro amministrativo svolto con amore e dedizione. Poi, quando i tempi erano giunti, l’uscita con qualche rimpianto e la convinzione che la mia vita si sarebbe svolta altrove. La pensione, parola che fa provare un brivido di insicurezza, per me ha rappresentato una vera e propria svolta. Mi sono tuffata a tempo pieno nella famiglia e nella scrittura. La scrittura mi ha salvato, mi ha posto al centro della creatività, quella creatività che mi aveva visto protagonista con fini diversi, ma anche da spettatrice attenta alle problematiche legate alla realizzazione di programmi e spot promozionali. Uscire e rientrare in Azienda come autore, come esperta gastronoma, mi fa sorridere e mi fa ripetere, prendendo lo spunto da una frase di Flaubert: Ogni vita merita un romanzo.

La partecipazione al programma “Apprescindere”, con l’amico Michele Mirabella, è stata l’occasione per presentare Il grande libro del pane pubblicato da Newton Compton Editori, ma anche l’apertura al mio mondo di sempre in modo completamente diverso, un mondo che ha finito per prendere il sopravvento e per diventare il vero interprete della mia vita.

Sono giunta alla registrazione con qualche apprensione e qualche fuori programma. Il taxi giunto con un bel ritardo, i pani da esporre consegnati in studio all’ultimo momento. Il resto tranquillamente sereno.  Accompagnata nella sala trucco, mi sono seduta nella poltrona e ho atteso pazientemente chi con mano ferma e decisa spandeva con una spugnetta l’idratante, spennellava cipria e ombretto, accarezzava le ciglia e le sopracciglia con movimenti delicati per spargere il rimmel e modellava con la matita le sopracciglia. Un ultimo tocco: una minuscola riga di eye liner e il risultato è lì davanti agli occhi. Quanta differenza con l’aspetto e il mondo di prima! Un trucco superspedito, un contorno occhi a velocità supersonica, il viso acqua e sapone. La diversità con il tempo passato non ha eguali. Sempre di corsa. Ho seguito attentamente i movimenti nello specchio, ora mi riflette l’immagine di una donna diversa, un’altra, con addosso e nel cuore la pienezza di un’età tutta da scoprire.

Dopo il trucco segue il parrucco, capelli sistemati con il phon, una leggera spruzzata di lacca. Sono pronta, scendo, assisto alla trasmissione in diretta. Penso al mio intervento, guardo il tavolo con i pani pronto ad entrare in scena, inserita nello studio una calma leggera è scesa nel mio animo quando il via è dato allo spazio a  fianco di Michele Mirabella. Inizia una carrellata dei pani di tutta Italia, la mia voce è ferma, sicura, pronta a cogliere il risultato di mesi di lavoro attento e appassionato. Sfilano davanti a noi e vengono commentati i pani presi a modello: biova piemontese, grissino, pane di segale,  coppia ferrarese, focaccia genovese, pane sciapo, pane di Genzano, pane cafone, pane d’Altamura, tarallo, pane casereccio di Matera, pane di Lentini, per concludere con il carasau. Pani scelti con lo scopo di affondare le radici nella cultura della panificazione, per ritornare ai sapori di un tempo, alle tradizioni, ai buoni pani di una volta portati in tavola con passione dai nostri amici fornai.

Il ritorno verso casa, comodamente seduta sul taxi, con la trepidazione dell’attesa scomparsa per lasciare il posto a una sensazione di leggera, sfumata contentezza.